Il commento di Peter Ingley: Regole e regolamenti

In Motomondiale

di Peter Ingley, 21 luglio 2010
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Il commento di Peter Ingley: Regole e regolamenti


I regolamenti sono importantissimi in tutti gli ambiti. E sono sempre difficilissimi da formulare con successo, soprattutto nel nostro ambito di interesse, le competizioni motociclistiche. Parlo per esperienza diretta, avendo lavorato come consulente esterno ma anche operatore interno per diversi organi federali. Alcuni sostengono che il miglior regolamento non ha regole, ma è ovviamente necessario fornire una guida che dettagli gli esatti criteri della competizione. I regolamenti vengono scritti con le migliori intenzioni, ma poi letti ed interpretati con le peggiori, cercando di sfruttarli per guadagnare vantaggi sulla concorrenza. A volte i regolamenti si rivelano efficaci, altre causano effetti collaterali negativi, perché non si è riusciti a prevedere nel dettaglio lo scenario derivante.

Da molto tempo la MotoGP ha cercato (per certi versi con successo) di emulare la Formula 1. Le norme generali, e per il contenimento dei costi – quantità di carburante, durata dei motori, accesso ristretto al paddock per garantire privacy alle celebrità in visita, eccetera eccetera. Al GP di Germania del Sachsenring, lo scorso weekend, si è discusso molto degli alettoni montati sulle Ducati ufficiali di Casey Stoner e Nicky Hayden (nella foto), ovviamente derivati dagli studi svolti in Formula 1, dove l’efficienza aerodinamica delle vetture è di importanza fondamentale.

Secondo Ducati gli alettoni, perfettamente legali con l’attuale regolamento, servono ad aumentare la pressione aerodinamica e, quindi, il carico sull’avantreno, riducendo anche la tendenza all’impennata. Il tutto sembra ottimo, soprattutto alla luce dei problemi di fiducia nell’avantreno accusati dai piloti Ducati finora. Tuttavia, pur generando deportanza in rettilineo, gli alettoni aumentano anche la resistenza aerodinamica, diminuendo quindi la velocità massima. E se, per qualunque motivo, la moto venisse impennata, gli alettoni avrebbero l’effetto contrario, si comporterebbero al contrario, come ali, e genererebbero portanza. 

In curva, l’intero processo diventa più complicate, ma la forza generata agisce lungo l’asse verticale della moto, e ad un certo punto potrebbe aumentare il rischio di caduta. Cosa succederebbe se avvenisse un incidente che coinvolgesse una Ducati e la facesse volare in aria? Quegli alettoni avranno un certo effetto – è il loro lavoro – ma non abbiamo idea del risultato. Come ha detto Casey “Non sappiamo se abbiamo più o meno carico davanti, ma abbiamo ancora problemi d’avantreno.”

Sviluppi ben più interessanti, per l’aumento della sicurezza dei piloti, vengono dall’eccellente lavoro svolto da Dainese, azienda da sempre pioniera nella ricerca nonché fornitrice di tuta, guanti e casco di Valentino Rossi. Dainese ha apportato profonde modifiche allo stivale e alla parte bassa della gamba della tuta, che ora ospitano rinforzi in fibra di carbonio oltre ad altre modifiche per proteggere l’area infortunata. Un vero peccato che Randy de Puniet non abbia potuto beneficiarne quando è stato coinvolto nel brutto incidente durante la gara.

Randy è stato anche vittima, assieme a Ben Spies, di una caduta causata dalla rottura del motore della Yamaha M1 di Jorge Lorenzo, che ha reso l’anima mentre sfrecciava a gas spalancato sul rettilineo d’arrivo. La perdita d’olio derivante ha lasciato una pericolosissima traccia sulla pista, su cui sono volati Spies e de Puniet, che seguivano a distanza ravvicinatissima. La moto di Lorenzo ha preso fuoco, Spies è scivolato senza conseguenze nelle vie di fuga, mentre lo sfortunato Randy ha colpito la moto di Ben, finendo per farsi molto male, pur senza soffrire conseguenze.
Una norma del regolamento sancisce che “su motocicli dotati di motori a quattro tempi, la parte bassa della carenatura dev’essere fatta in modo da contenere, in caso di rottura, almeno metà della capienza di olio e refrigerante del motore (minimo 5 litri).” Mi aspetto che Yamaha rispetti questa norma, ma nel frattempo, ce n’è un’altra che richiederà presto modifiche, perché questa rottura non è la prima e non sarà l’ultima che vedremo. Ho già parlato dell’argomento in un mio precedente commento.

De Puniet ha potuto prendere il via Domenica, seppur dolorante, ma è caduto nuovamente al nono giro, causando l’esposizione della bandiera rossa. Due piloti che seguivano a distanza ravvicinata, Bautista ed Espargaro, sono volati sulla moto di Randy. Randy stesso ha subito una frattura di tibia e perone quando un’altra moto gli è passata sulla gamba. La direzione gara non ha potuto fare altro che esporre la bandiera rossa. Le moto di Bautista ed Espargaro erano troppo danneggiate per tornare ai box, ma entrambi i piloti, che non avevano riportato danni, erano pronti a ripartire.

Ma ecco di nuovo il regolamento! La norma 1.25.1.3 sancisce che “Nel momento in cui viene esposta la bandiera rossa, i piloti non in gara non verranno classificati. (per esempio Edwards). Entro 5 minuti dall’esposizione della bandiera rossa, i piloti che non sono rientrati nella pitlane, in sella alla loro moto, non verranno classificati.” Bautista ed Espargaro, pur senza colpa da parte loro, dei team, degli sponsor, dei tifosi, non hanno potuto ripartire.

Perché, quindi, la regola prevede di limitare i danni contenendo solo metà della capienza di olio e refrigerante? Perché abbiamo avuto tredici partenti e solo dodici al traguardo del GP di Germania? A volte i regolamenti funzionano, altre no…




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Commento


Anonymous

Per quanto riguarda gli "alettoni" della Ducati, che sono poco più che spoiler, mi sembra un allarme ingiustificato. Di certo le avranno studiate bene, sotto il profilo prestazione e di sicurezza, e di certo non causeranno alcun ribaltamento in caso di impennata, a meno che non la facciano in retromarcia...Magari Stoner non sa se hanno un effetto quantificabile sulla guida, ma di sicuro chi le ha progettato lo sa bene, altrimenti non le avrebbero usate in gara.
Il resto sono solo polemiche su regolamenti che comunque un senso ce l'hanno: la vasca deve contenere almeno la metà dell'olio, perché è improbabile che un pilota non si accorga della perdita di olio per così tanto tempo da farlo uscire tutto; sul discorso dei 5 minuti dopo la bandiera rossa, era probabilmente evitabile, ma d'altro canto se uno cade e la moto va nelle vie di fuga, mica può rientrare. La bandiera rossa è stata decisa per evitare che altri pericoli, mica per permettere a chi è caduto di ripartire...

By(t)e

Inserito: 21 luglio 2010

leoallafila
United States
Arlington

Alettoni??? Ma quelle sono si e no due alette... Se si capotta per il tipo di pressione che l'aria può esercitare su quella superficie allora consiglio a tutti i piloti di mangiare pasta e fagioli con insalata di broccoli la sera prima della gara: con le scorregge che ne conseguirebbero dovrebbero prendere un 10/15 all'ora in più in rettilineo.

Per quanto riguarda i regolamenti io ho una certa esperienza quando si tratta di redarli con un occhio alla sportività e spettacolo, avendo redatto e sottoposto il regolamento di un trofeo (auto) Europeo per gli scorsi 6 anni: basta andare a vedere le gare, parlare con i meccanici, piloti e gestori del circuito per capire cosa togliere e cosa aggiungere. Certo che se uno se ne sta in ufficio a farsi frustare da una strappona vestita da nazista sarà dura...

Inserito: 21 luglio 2010

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