Intervista a Mattia Pasini

di Andrea Nartini, Agenzia Stampa KMP

Intervista a Mattia Pasini

Moto Corse. Dopo i test pre-campionato non esaltanti in Qatar sei riuscito a rimontare fino alla sesta posizione.

Mattia Pasini.

Si, ai test spagnoli le cose sono andate un po’ a rilento, come era normale aspettarsi dato che era tutto nuovo per tutti. Abbiamo provato varie soluzioni, tutte molto diverse l’una dall’altra, che ci hanno portato via molto tempo ma hanno dato preziose informazioni. Siamo arrivati in Qatar carichi di ottimismo e la moto ha risposto a dovere alle modifiche fatte a seguito dei test, anche se alla fine al cronometro abbiamo pagato un po’. La gara è stata molto divertente, sono riuscito a partire bene e tirarmi subito avanti di qualche posizione, ma non sono riuscito ad aggrapparmi ai primi sei. Peccato perchè i tempi in cui giravo erano in linea con i primi, ma il gap era troppo per riuscire a ricucire. Luthi è risalito molto forte e siamo arrivati subito ai ferri corti, ho cercato di rimanere sempre a contatto, non lasciandolo mai davanti più di una o due curve e alla fine ha pagato perchè sono arrivato davanti.

MC. Che impressione hai avuto dalla nuova categoria?

MP. I motori hanno cavalli a sufficienza e sul dritto spingono forte. Noi in particolare abbiamo trovato una giusta configurazione, certo la moto va fatta scorrere tanto per girare forte e noi dobbiamo ancora migliorare per uscire più forte dalle curve. Il bello è che con i motori uguali per tutti sarà un campionato combattuto.

MC. Dove si potrà fare la differenza?

MP. I motori sono uguali di base, ma c’è un lavoro di sviluppo attorno: elettronica ma soprattutto telaio e sospensioni. A differenza delle 250 che si portavano dietro 20 anni di sviluppo e permettevano solo rifiniture, qui è tutto nuovo, quindi i margini di intervento e miglioramento sono ampi.

MC. E’ una categoria azzeccata?

MP. I presupposti sono molto positivi. Le moto sono meno scorbutiche delle 250 e si possono guidare più in scioltezza facendole scivolare molto, il che mi esalta. E’ una categoria “democratica”, perchè tutti abbiamo due paletti fissi comuni: motore e gomme. Che non sono certo elementi secondari. Inoltre il livello della concorrenza è alto, basti pensare che sono partito 18° pur avendo solo un secondo e due decimi dalla pole.

MC. Quali le prospettive stagionali?

MP. Per buoni risultati le potenzialità ci sono tutte. In Qatar ho perso il trenino in testa ma ho girato con gli stessi tempi di quelli che sul convoglio ci erano saliti. Quindi le prospettive ci sono e sono positive. Anche con il team mi trovo bene, sono persone preparate e serie. Ma dobbiamo dare il 110% in ogni situazione per continuare a crescere.

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