Negli studi di Telenova, a Milano, oggi si è respirata aria di MotoGP. Il Team di Fausto Gresini ha, infatti, scelto la trasmissione televisiva di Franco Bobbiese per presentare ufficialmente la propria squadra della massima categoria su due ruote (Fausto gestisce anche una squadra della Moto2).
Supportati da uno sponsor che fa “venir l’acquolina in bocca” e con due piloti italiani di grande fama, gli uomini di Gresini possono iniziare la stagione serenamente sotto alcuni punti di vista, ma non certo senza qualche pressione per quanto riguarda i risultati da ottenere in pista.
La nuova Honda sembra essere molto diversa da quelle che erano in uso alla squadra la passata stagione e i due piloti avrebbero per loro ammissione avuto bisogno di fare molti test in più, al fine di sentirsi preparati a lottare con le Yamaha (che ci vengono indicate come le più temibili contendenti).
Melandri nel 2009 guidava una Hayate e Simoncelli una 250cc. ovvio che se avessero potuto girare di più, per loro sarebbe stato molto meglio, ma non solo per loro: quella dei test limitati per regolamento è una cosa che non piace a nessuno ultimamente, se si ascoltano gli addetti ai lavori della MotoGP, ma è un discorso che magari approfondiremo a parte, su MotoCorse.
Per quanto riguarda la tecnica, questa RC212V ha un potenziale che viene dichiarato molto buono, evoluta nella ciclistica, nell’elettronica e nel motore (anche se quest’ultimo non sembra essere di completo gradimento a Melandri, almeno finché non verrà “sistemata” al meglio la mappatura).
Il fatto che i due piloti non abbiano ancora potuto come si suol dire “cucirsela addosso” questa RC212V, come invece hanno fatto alcuni dei rivali con moto di altre case (in sella sostanzialmente a moto semplice evoluzione di quelle che conoscevano nella passata stagione), preoccupa un po’ per le prime gare. La coppia è in ogni modo abbastanza in forma e se Melandri tiene un atteggiamento serio, calmo ed orientato a non porsi limiti, tranne quello del tempo necessario per sistemare la moto come vuole, Simoncelli è invece parso come suo solito molto sciolto e anche trasparente. Marco (Simoncelli) ha ammesso candidamente che non sente ancora sua la moto e che quindi i secondi di distacco non gli fanno certo piacere, se sa che non può colmarli in fretta e dovrà partire con una certa fatica, iniziale.
Quello che lamenta Simoncelli, dopo i pochi giorni di guida sulla MotoGP, sono problemi sopratutto a livello di ciclistica, con un feeling sul posteriore tutto ancora da trovare. Il fatto poi che l’elettronica su cui lavorare sia molto più vasta che nella 250cc. sarà un altro punto sul quale Simoncelli dovrà crescere (insieme al suo gruppo di lavoro), prima di prendere la completa confidenza.
In Superbike lo scorso anno Marco ha fatto veder di potere essere subito competitivo, staremo a vedere se ora gli ci vorranno alcune gare prima di essere vicino ai migliori anche nella GP, ma la stoffa al ragazzo non manca e quindi il suo team manager (e con lui Carlo Pernat, che segue Simoncelli oltre a Capirossi) può star tranquillo.