Si torna a Sepang, e nulla sembra cambiato, salvo la pesante assenza di Jorge Lorenzo. Chissà se ne sentiremo parlare, quando si inizierà a fare sul serio e lo sviluppo personale inizierà ad avere il suo peso, o se il maiorchino, come l’anno scorso, farà parlare i risultati? Probabile che andrà nella seconda maniera, perché la Yamaha, emerge abbastanza chiaramente da questi test, è ancora la moto migliore del lotto. Rossi gira su passi stratosferici con facilità, Edwards, che non è più un ragazzino, si diverte a “provare la febbre” ai primissimi, e Spies sembra in sella alla MotoGP da sempre.
Certo, sottovalutare Stoner sarebbe un errore che nessuno più commetterà. L’australiano è come sempre efficacissimo fin da subito, ed effettua brevi, ma micidiali, sessioni in pista. Unica incognita, la Desmosedici con il big bang: doveva essere accessibile a tutti, e invece lo scenario è quello – desolante – degli scorsi anni. Stoner davanti, tutti gli altri in fondo alla classifica. Viene quasi da sperare che gli scenari di (fanta)mercato prospettati sul finire della scorsa stagione si verifichino, tanto per capire se è una moto che davvero il solo cangurino è in grado di guidare, o se “basti” un top rider qualunque. Dei quattro (o cinque, attendiamo con ansia Spies) che ci sono ora, beninteso.
Velocissimo anche Capirossi, in sella ad una
Suzuki il cui motore nuovo sta dando, finalmente, i risultati sperati. Attenzione a crearsi false aspettative: la GSV-R, per qualche motivo, è tradizionalmente molto efficace sul tracciato malese. Se non fossimo a test bloccati, verrebbe da dire di aspettare l’altrettanto tradizionale prova del nove a Phillip Island, ma ci accontenteremo di Jerez. Dove magari farà meglio anche Bautista, qui bello tranquillo a un secondo e mezzo dal caposquadra ed artefice anche di uno scivolone.
A terra anche Pedrosa; il ruolo di miglior hondista tocca quindi a Dovizioso, sul podio virtuale e primo degli esseri umani delle prime posizioni. Veloce anche Melandri, ma soprattutto Aoyama, che sembra aver digerito quella RC212V che, negli scorsi test, aveva trovato troppo diversa dalla versione 2009 ex Talmacsi provata sempre a Sepang sul finire dello scorso anno. Non sembra invece venirne fuori Simoncelli, ultimissimo dei compagni di marca e non solo. C’è ancora molto da lavorare…
I tempi:
1 Rossi Yamaha 2'01"068
3 Dovizioso Honda 2'01"631
4 Capirossi Suzuki 2'01"687
5 Spies Yamaha 2'01"843
6 Edwards Yamaha 2'01"897
7 Pedrosa Honda 2'02"036
10 Melandri Honda 2'02"086
13 Espargarò Ducati 2'02"447
14 Barbera Ducati 2'02"485
15 De Puniet Honda 2'02"535
16 Simoncelli Honda 2'03"254