La nuova frontiera delle due ruote è a oriente, c’è poco da fare. Possiamo restare attaccati alla nostra “vecchia Europa”, forti dell’aver inventato e cullato la passione per le due ruote, ma se tutte le case guardano ai mercati dell’est – gli unici che, in questo momento di crisi e mercati saturi, sembrano offrire sbocchi credibili per una produzione tarata su ben altri ritmi – è logico che anche lo sport, da sempre promotore delle vendite delle moto di serie, si diriga verso Cina, India e zona eurasiatica.
Le difficoltà, però, sono notevoli: ricordiamo tutti l’insuccesso del Gran Premio di Cina, che si correva sul faraonico impianto di Shanghai (nella foto) e la fuga – ma per motivi diversi – da Istanbul. Non è così facile come per le F1, dove la proposta di correre in mezzo alle città è comunque accettabile senza sentirsi immediatamente assassini di piloti: servono impianti permanenti, che garantiscano accettabili condizioni di sicurezza. Macao va bene per le auto e qualche “fulminato”, con il massimo rispetto parlando, delle corse stradali britanniche, ma se solo lo nominate ad un pilota del mondiale GP o SBK, vi guarderanno come farebbero con Hannibal Lecter.
Ecco quindi che la ventilata gara di Singapore per la stagione 2011 sembra ormai entrata nel dimenticatoio: ipotizzata nel 2008, a seguito del grande successo del GP automobilistico in notturna, era stata ovviamente subordinata alla realizzazione di un impianto permanente. Due anni sono ormai passati e non si sa ancora nemmeno il nome del vincitore della gara d’appalto per la realizzazione del circuito, come riporta, in un virgolettato di Carmelo Ezpeleta, il sito Crash.net. Inevitabile che Dorna, ancora scottata dall’affaire Balatonring – che ha accorciato di una gara il calendario 2009 – stia procedendo con i metaforici piedi di piombo.
Insomma, prima vedere soldi, poi vendere cammello. Anche perché l’ansia di portare lo spettacolo delle due ruote da corsa nel lontano oriente mal si concilia con un calendario già fin troppo lungo per le esangui finanze di case e team. Riparliamone a fine 2011, è meglio per tutti…