E’ arrivata oggi la conferma ufficiale della rottura fra John Hopkins ed FB Corse. La vicenda è apparsa davvero un po’ contorta nelle ultime settimane, alla fine, riassumendo ed usando un’espressione latina (cara al nostro direttore editoriale) potremmo dire: “Fiat voluntas Monster”.
Già, proprio l’energy drink statunitense è stato il vero manovratore della vicenda, a quanto ci risulta. Dopo un lungo tira e molla, sembra che ieri i vertici dell’azienda che copre l’attività agonistica di Hopkins, abbiano scelto di mantenere i loro interessi solo nella serie AMA, ponendo un veto a John, impedendogli quindi di venire in Europa e di salire su una moto che non appartenga a tale campionato, almeno sino a dopo la prima gara in programma (quella di Daytona).
Interpellando gli interessati, abbiamo potuto scoprire che personalmente Hopkins si è limitato a cercare la più rapida e concreta possibilità di correre, mentre FB aveva chiarito quanto era disponibile a fare da parte propria, pur di avere l'ex-pilota ufficiale di Kawasaki e Suzuki.
Inizialmente il pilota chiedeva 10 sessioni di test, durante la stagione, ma si era poi accordato per valutare la moto italiana nelle sue potenzialità con i limiti del caso e concentrarsi parimenti nella Superbike a stelle e strisce, lasciandosi aperte entrambe le porte (mentre molti piloti, dallo scorso inverno, sono senza una moto per correre). Questo compromesso sembrava accontentare le parti, viste le condizioni di John e della nuovo moto, entrambe ancora tutte da verificare in pista.
Ora si è invece confermato quello che sembra, almeno se visto con gli occhi degli appassionati del motorsport made in Italy, come un voltafaccia da parte degli americani, obbligati a seguire le volontà dello sponsor, senza curarsi troppo delle parole spese. Questo mette certo in difficoltà la giovane compagine italiana, ma subito FB ha preso contatto con un nuovo pilota, che sarà a questo punto svelato solo in occasione della presentazione ufficiale. Da nostra parte auguriamo in ogni caso ad Hopkins di poter trovare la forma migliore per correre, come lui vuole e ad FB di concretizzare invece il proprio progetto, che necessita, dal punto di vista del pilota, solo di un buon collaudatore.
Nella pagina seguente, potete leggere il comunicato del Team.