Il Motor Bike Expo di Verona è stata sede della presentazione della nuovissima Bimota Hb4. Con questo modello i telaisti riminesi tornano alle competizioni iridate, nella neonata classe Moto2. Alla presentazione della Moto2 romagnola, è stata aggiunta anche quella della nuova DB8 stradale a motore Ducati Testastretta 1198.
BARDAHL. Piero Canale, direttore della Bimota, ha fatto gli onori di casa. Innanzitutto ha presentato il rapporto di collaborazione con la Bardahl. L’azienda di Marginone Altopascio - già massicciamente presente nel fuoristrada, per qualche tempo in Superbike, già sponsor principale di una delle Ferrari che tentò l’assalto alla 500 Miglia di Indy (ribattezzata infatti Bardahl-Ferrari Special, nel 1956) e del compianto Geki Russo in F3 - ha avviato un rapporto di partnership tecnica con la Bimota. Di tale accordo non si sa molto e a Verona si è solo parlato dell’attuale gamma Bardahl Formula Moto. Il responsabile dell’azienda, Fausto Ferri, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, rimandando ad un comunicato ufficiale. Più loquace Piero Canale: “l’accordo durerà 3 anni”.
RACING. Detto della costruzione della Moto2 riminese e dell’accordo con la FB Corse (pilota Simone Grotzkyi Giorgi), che si conoscevano da tempo, Canale ha comunque dichiarato che la moto non è nata quale prerogativa esclusiva della squadra di Ferrari e Bertocchi. “Siamo – ha detto – in trattativa con un altro paio di team, che vorrebbero comperare i nostri telai”. Comperare? “Si – continua l’alto dirigente Bimota – comperare. Noi le moto le vendiamo. Il prezzo? 85mila euro, nei quali è compresa l’assistenza sulle piste di un nostro tecnico”. Considerate le spese di impianto e di progetto, il primo anno non crediamo si potrà guadagnare molto. “Anzi – dice Canale – forse ci rimetteremo addirittura qualcosa, ma non ci asteniamo: la Moto2 è una categoria ove potremmo dire la nostra”. Forse l’unica, tecnicamente parlando, nella quale un bel telaio a traliccio (con piastre in Ergal incollate), con le misure delle pensionate 250 e già al limite del peso imposto dal regolamento tecnico, potrebbe davvero fare cose sufficientemente buone per capitalizzare il comunque ingente investimento iniziale. La Bimota non ha i problemi d'immagine dell'Aprilia (da anni ed annorum usa propulsori altrui e l'unica volta che volle fare tutto da sola le cose non andarono troppo bene). L' HB4 è stata progettata dall’ing. Andrea Acquaviva (designer Enrico Borghesan).
IN PROPRIO? Si dice che la Bimota vuole correre in proprio, sarà vero? “Ci piacerebbe – continua Canale – ma al momento abbiamo trovato solo la metà dei soldi che ci consentirebbero di correre le gare europee come Bimota Racing. Se troviamo l’altra metà potrebbe essere una stuzzicante idea”.
MINITROFEO. Canale è romano, ed il Gentlemen’s Motor Club lo ha da sempre nel cuore. All’interno della Coppa Supertwins organizzata dal sodalizio capitolino ci sarà, dunque, la possibilità di vedere un minitrofeo riservato alle Bimota. In Spagna ce n’è già uno, la Bimota Cup: nel 2009 si è corso sulle piste di Alcaras, Albacete, Castelloli e Cheste; come risulta dal manifesto ufficiale. Per chi non è mai stato in terra iberica ricordiamo che il circuito che nel poster viene chiamato Cheste altro non è che l’autodromo di Valencia.
DB8. A margine della presentazione della Bimota HB4 da corsa, si è svolta anche quella della DB8 stradale. Sostanzialmente è la continuazione della filosofia della serie DB. C’è però una novità. si potrà trasportare un passeggero, grazie ad un telaietto posteriore in alluminio che regge il sellino posteriore. Sarà comunque possibile sostituire il codone originale con uno in carbonio, monoposto e portante. Nel corso del 2010 saranno disponibili alcuni accessori aftermarket dedicati (cambio elettronico, controllo di trazione, etc.).