Mercato manager: passaggi di fine anno

In Motomondiale

di Edoardo Licciardello, 23 dicembre 2009
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Mercato manager: passaggi di fine anno


Si avvicina la fine dell’anno, si avvicinano le scadenze dei contratti di diversi personaggi, e iniziano a trapelare le evoluzioni delle loro vite professionali. No, non parliamo di piloti – il mercato è stato chiuso già da tempo – ma di manager: come ricorderete, c’è stato un certo scompiglio anche fra di loro, con gente come Suppo, Romagnoli e Tardozzi che hanno “salutato” le squadre per cui lavoravano da tempo.

L’addio di Romagnoli aveva fatto pensare ad un passaggio alla GP per Massimo “Maio” Meregalli, magari sulla scia di quanto era successo a suo tempo per Davide Brivio, arrivato al Motomondiale sulla scia del passaggio di Noriyuki Haga dalla Yamaha R7 alla… YZR500 del team di Hervé Poncharal – mossa replicata, anche se adesso le moto si chiamano R1 ed M1, da Ben Spies, che però abbandona la Superbike da campione del mondo: sta a vedere che sarà lui a sfatare la leggenda secondo cui i protagonisti della SBK non diventano mai vincenti in MotoGP.

E invece no: secondo la rivista britannica MCN, sarà Wilco Zeelenberg (nella foto Yamaha Racing, sul podio Superbike di Valencia 2009), ex pilota di buon livello del mondiale 250 e poi del mondiale Supersport, e fino a fine 2009 a capo del team Supersport della casa di Iwata, a ricoprire il ruolo di team manager della… metà squadra di Jorge Lorenzo. Ricordiamo l’olandese per una bella, seppur fortunosa, vittoria del GP di Germania 1990 in sella ad una Honda NSR privata, davanti a Kocinski sulla Yamaha YZR ufficiale: Wilco approfittò di un errore dell’americano all’ultima curva, che andò largo e gli lasciò la porta spalancata.

Sembra ormai certo anche il largamente ventilato approdo di Davide Tardozzi al Team BMW Motorrad World Superbike: il ravennate, che ha abbandonato il posto di Direttore Sportivo del team Ducati Superbike (sostituito da Ernesto Marinelli) a fine stagione, da tempo viene indicato come probabile nuovo arrivo nell’organigramma del team interno alla casa tedesca, con la precisa missione di fargli fare il decisivo salto di qualità. I piazzamenti non bastano più, ora serve qualcosa di meglio: a Monaco non sono abituati a fare i comprimari…





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