 E finalmente si sollevò il polverone. Quale, direte voi? Facile: quello relativo alla rinuncia di Aprilia al progetto Moto2. Leggete bene il termine: rinuncia. Perché questa precisazione? Semplice. Perché il comunicato stampa diramato dalla casa di Noale presenta ottime motivazioni per la non partecipazione al campionato, ma motivazioni che, a fine novembre, sono un po’ poco credibili. Dunque non si tratta di scelta a priori, ma di rinuncia ad un progetto già largamente in corso d'opera.
Riassumiamo: Dorna uccide la 250 per una nuova categoria con propulsore 600 derivato di serie. Polemiche a non finire, almeno finché Dorna stessa, per evitare le fucilate di Infront, prefigura un regolamento monomotore. Praticamente tutti sanno già – e parliamo della scorsa primavera – che il fornitore sarà Honda, e quando arriva la conferma, all’inizio di maggio, si tratta dello svelarsi di un segreto di Pulcinella. La domanda, polemica ma, ce lo concederete, valida nel merito, è: se Aprilia, in quanto parte del gruppo Piaggio, che di mestiere produce i motori per moto, trova disdicevole correre con un propulsore della concorrenza (prima la cosa non dava il minimo fastidio: Hiro, Suzuki, Rotax, Cosworth sono solo alcuni dei marchi che hanno spinto le moto di Noale), come mai lo trova disdicevole solo ora, sette mesi dopo l’ufficializzazione del regolamento e con diversi telai già pronti?
Come mai, insomma, in Aprilia hanno aspettato la matematica certezza di lasciare in mutande, e quindi far incazzare come bestie – scusatemi il francesismo – clienti d’oro come il team di Aspar Martinez (nella foto con Mike Di Meglio sulla griglia di partenza del GP di Indianapolis), lo SpeedUp di Boscoscuro e il Cardion di Abraham dopo aver loro promesso un pacchetto chiavi in mano per la prossima stagione? Il problema della marca del motore era ben noto da diverso tempo. Non è cambiata, in questi sette mesi, nemmeno la consistenza di un reparto corse dimensionato per fornire mezzi a quasi tutta la griglia della quarto di litro. E allora?
Il sottoscritto ricorda bene un Colaninno che, alla presentazione di Shiver (Maggio 2007, per chi non ricordasse), si era lasciato scappare una partecipazione alla MotoGP entro tre anni. 2010, quindi, o, con il beneficio dell’esclusione della stagione già in corso, 2011. Anno in cui potrebbe prendere corpo il regolamento della MotoGP Light, in cui, questo si, Aprilia troverebbe tutt’altro che disdicevole far correre una lontana parente della propria RSV4 Superbike.
Ora, premesso che questa soluzione ci riempirebbe il cuore di gioia – e lo diciamo in totale assenza di sarcasmo, sia ben chiaro – perché però deludere Martinez, Boscoscuro, Abraham, rinunciando ad introiti sicuri per un pacchetto che mezzo paddock prefigurava come il più competitivo in pista? Non è che bisogna già far lavorare a pieno ritmo un reparto corse per preparare un ritorno in grande stile? Ragazzi, sapete qualcosa che noi non sappiamo? Dai, su…
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