Lorenzo un uomo solo?

In Motomondiale

di Federico Bencivenni, 25 ottobre 2009
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Lorenzo un uomo solo?


Subito dopo la conclusione del GP della Malesia l'emittente televisiva Italia 1 approfondisce i contenuti della gara con la trasmissione Fuori Giri. In studio, il conduttore Franco Bobbiese ospita Marco Lucchinelli e Nico Cereghini.

Dopo aver trattato di diversi argomenti il discorso cade su Lorenzo e l'errore di valutazione  che lo ha obbligato a partire dai box anzichè dallo schieramento: Jorge infatti sceglie di fare due giri di allineamento, ma per problemi tecnici,  è costretto a fermarsi e finisce per superare così il tempo limite per posizionarsi in griglia.

Chi ha valutato male il tempo a disposizione? Lorenzo stesso? La squadra? Il Team Manager? Insomma si dibatte sull'importanza del Team e del Team Manager; sul fatto che un pilota abbia necessità di lavorare con persone delle quali ovviamente ha massima fiducia, ma con le quali ha anche un rapporto umano di notevole intesa, fondamentale per poter lavorare bene e quindi vincere.

Naturalmente durante questo dibattito in studio vengono presi ad esempio Valentino Rossi e la sua squadra con la quale è noto il pilota di Tavullia ha un rapporto molto stretto, fatto anche di amicizia e grande umanità.

Francamente non so se Lorenzo abbia con gli uomini che lavorano per lui ai box lo stesso rapporto che Rossi ha con i suoi, e non ho nemmeno elementi per poter dire con certezza a chi sia dovuto l'errore che ha obbligato Jorge a prendere il via dai box. Però voglio soffermarmi su un concetto che ritengo importante e che anche in questo dibattito televisivo tra Bobbiese, Lucchinelli e Cereghini è venuto fuori.

I buoni rapporti tra le persone, fondati sulla stima e sulla reciproca lealtà, sulla fiducia e anche sull'amicizia, contribuiscono a rendere grande una squadra che lavora unita per lo stesso obiettivo. Lorenzo è senza dubbio un gran pilota, ma se vuole vincere tanto e per tanti anni dovrà riuscire a costruirsi un ambiente di lavoro sereno, dovrà circondarsi di persone che hanno fiducia cieca in lui e delle quali lui si fidi altrettanto ciecamente.

L'aspetto umano è importante e non va tralasciato.

Certo, nel business delle corse in moto troppo sentimentalismo non ha spazio per farsi largo, ma anche se a gareggiare è il pilota solo con la sua moto, a vincere è un insieme di persone accomunate non solo dalla volontà di salire sul gradino più alto del podio, ma anche da tanti altri fattori che li rendono uniti gli uni agli altri e quindi speciali.

In sella alla moto si è soli: ma da soli con i propri fantasmi non si va da nessuna parte.





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