 “Ho deciso di dare fiducia a Honda per un altro anno, ma se non si decideranno a fare una moto vincente, prenderò le mie decisioni”. Parola di Pedrosa, appena dopo lo scorso GP di Misano, ma non è l’unico. Sentite qui: “Sfortunatamente, è impossibile sviluppare le moto, perché nessuno ha soldi da spendere, e non è possibile lavorare sui motori perché i limiti per l’anno prossimo sono molto bassi – bisogna pensare ai chilometri, più che alle prestazioni. Ed è frustrante, per un pilota. Dobbiamo lavorare, perché la nostra moto è fantastica, ma non abbiamo abbastanza cavalli da quando, a Brno, abbiamo perso potenza.” E stavolta è parola di Valentino Rossi.
Il campione del mondo non è l’unico a lamentarsi, sentite Lorenzo: “Sono d’accordo con Vale. Abbiamo perso qualcosa in rettilineo, da Brno. Ora Ducati e soprattutto Honda sono molto più veloci in rettilineo. Credo che Yamaha stia lavorando in prospettiva per il prossimo anno, per cui forse l’unica soluzione è che noi cambiamo il nostro stile di guida. Ci proverò.” La serenità delle sue parole fa da contraltare all'evidente disappunto mostrato in volto mentre, all'arrivo del GP di Misano, spiegava a gesti ai suoi meccanici la difficoltà a passare Pedrosa. E anche Colin Edwards, con lo stile colorito che gli è proprio, ha fatto notare come il motore abbia molta meno “castagna” in uscita di curva.
I piloti Ducati fanno da voce fuori dal coro, visto che tutti hanno più o meno apertamente dichiarato di non aver percepito differenze da Brno in poi. I ragazzi della Suzuki erano, motoristicamente parlando, già con l’acqua (diciamo che sia acqua) appena sotto il naso, situazione peggiorata da una cronica mancanza di grip meccanico. E non parliamo di Melandri sulla Hayate, i cui motori sono quelli dall’inizio dell’anno e non vengono sviluppati dalla casa madre: sarà fortunato a riuscire a finire la stagione senza rotture, e comunque con il numero di motori prescritto, a meno che Dorna non decida che, vista la situazione, per loro non si possa fare un’eccezione.
Il che fa pensare che, come sostengono alcuni ben informati, il motore Honda non sia semplicemente un adattamento del propulsore usato per il resto della stagione, ma qualcosa di più evoluto: visto il mondiale virtualmente perso, la casa di Tokyo potrebbe aver sfruttato questa “prova generale” per provare un motore evoluto, che dovrebbe aver ripristinato, in ottica 2010, quella superiorità motoristica da sempre cara a Honda, persa solo negli ultimi tempi con l’arrivo di Ducati.
Quale che sia il caso, fa sorridere come anche questo episodio sottolinei che la natura dei piloti è di… non essere mai contenti della cavalleria dei propri mezzi, anche quando ne hanno più degli altri. Chissà cosa penserà Pedrosa, se mai passerà ad un’altra moto? Chi lascia la strada vecchia per la nuova, recita un antico adagio…
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