Se stavolta non vedremo una gara combattuta, non sappiamo davvero cosa debba succedere perché la cosa avvenga. Due piloti in tredici millesimi, sulla stessa moto, identicamente motivati a vincere non è cosa che si veda esattamente tutti i giorni. Lorenzo vuole vincere in casa, checché ne dica: dopo il disastro di Jerez vuole a tutti i costi piantare la bandiera nelle vie di fuga della pista più vicina alla sua città natale. E Rossi, allo stesso modo, vuole vendicare l'affronto del Mugello, dove il giovane compagno di team lo ha relegato all'ultimo gradino del podio. L'affronto della vittoria di Stoner, forse, Valentino avrebbe potuto digerirla. Quello di un pilota spagnolo, sulla sua stessa moto, che gli sta davanti sulla pista di casa, sulla quale era imbattuto dal 2001, è onta da lavare con il sangue.
Sarà comunque una gara tirata, perché non è affatto saggio dare per sconfitto uno Stoner in evidente difficoltà nel domare la Desmosedici sui curvoni del Catalunya: l'australiano è pilota di carattere. Gli effetti della revisione di cui è stata oggetto la Ducati sono ancora tutti da dimostrare, soprattutto - come abbiamo già scritto - per le possibili conseguenze sulla durata degli pneumatici, ma non sarebbe la prima volta che Casey fa i miracoli in gara dopo aver sofferto in prova. Appuntamento per il warm-up.
Fuori dai giochi senza appello, invece, va considerato Dani Pedrosa, caduto ancora una volta sull'anca dolorante. Vista la grinta e la velocità messa in mostra da Dovizioso (unico che, in certi frangenti, è sembrato in grado di impensierire il duo di testa) non si capisce però perché non si sia provato a sottoporre anche al suo vaglio il nuovo telaio per la RC212V. Inutile prendersi in giro: le gerarchie politiche interne avranno il loro peso, ma Andrea, in questo momento, è l'unico in grado di portare la Honda nelle prime posizioni. Scartare senza appello soluzioni che potenzialmente potrebbero portare benefici è sciocco ed autolesionista.
Bella anche la prova di Toni Elias, sulla pista di casa, che si mette dietro un Colin Edwards come al solito molto positivo in qualifica, e come al solito scrupolosamente attento a mettere dietro Toseland che, se non altro, mostra forti segni di ripresa dalla crisi in cui era caduto ad inizio stagione. De Puniet conferma il suo stato di forma facendosi vedere soprattutto nelle prime battute della sessione, mentre è superfluo sottolineare come ci aspettavamo qualcosa di più dalla coppia Suzuki, Capirossi in particolare, con l'arrivo del nuovo motore. Evidentemente, la misura non è bastata. Le "altre" Ducati faticano come al solito, con il solo Kallio ad uscire dal pantano della zona bassa della classifica. Dopo le prestazioni di Hayden e soprattutto Canepa nelle libere, sembrava che qualcosa fosse cambiato, e invece pare che la situazione sia rimasta invariata. Ma un conto sono le qualifiche, che si fanno con gomme morbide, un conto la gara. Aspettiamo fiduciosi. Anche per quanto riguarda Melandri, che pure, su una pista così complessa, sulla sua Hayate/Kawasaki dovrà faticare non poco.
I tempi: 1 99 Jorge LORENZO SPA Yamaha 1'41"974 2 46 Valentino ROSSI ITA Yamaha 1'41"987 0"013 3 27 Casey STONER AUS Ducati 1'42"426 0"452 4 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Honda 1'42"594 0"620 5 24 Toni ELIAS SPA Honda 1'43"139 1"165 6 5 Colin EDWARDS USA Yamaha 1'43"168 1"194 7 14 Randy DE PUNIET FRA Honda 1'43"175 1"201 8 3 Dani PEDROSA SPA Honda 1'43"207 1"233 9 52 James TOSELAND GBR Yamaha 1'43"233 1"259 10 36 Mika KALLIO FIN Ducati 1'43"336 1"362 11 65 Loris CAPIROSSI ITA Suzuki 1'43"365 1"391 12 7 Chris VERMEULEN AUS Suzuki 1'43"411 1"437 13 69 Nicky HAYDEN USA Ducati 1'43"414 1"440 14 15 Alex DE ANGELIS RSM Honda 1'43"422 1"448 15 59 Sete GIBERNAU SPA Ducati 1'43"714 1"740 16 72 Yuki TAKAHASHI JPN Honda 1'43"777 1"803 17 33 Marco MELANDRI ITA Kawasaki 1'43"792 1"818 18 88 Niccolò CANEPA ITA Ducati 1'43"991 2"017 19 41 Gabor TALMACSI HUN Honda 1'45"833 3"859