 Ci teneva, Rossi, a mettere le cose in chiaro fin da subito, nonostante le dichiarazioni tattiche di Brivio, che voleva far scendere pressione ed aspettative sul peso di questa gara per Valentino. Non è un caso se il campione del mondo ha preso qualche rischio pur di strappare la (virtualissima) pole position a Lorenzo sul circuito di casa. I due si sono contesi la testa della classifica per tutta la sessione, con Lorenzo più veloce per tutta la parte centrale del turno di prove. Sul finale, Rossi ha piazzato la zampata, rifilando ben tre decimi al compagno di marca e dimostrando che la Yamaha è sicuramente la moto più in forma del momento, almeno sul tracciato di Barcellona: prima degli ultimi giri “a vita persa”, Edwards era nei primi cinque, e Toseland era poco staccato.
Terzo Stoner, nonostante una caduta: l’alfiere Ducati, al momento, deve prendersi più di un rischio per tenere il passo delle M1, ma stavolta – piacevole sorpresa per tutti – Hayden non è così lontano, evidentemente grazie al nuovo assetto “tutto avanti” sviluppato da Guareschi nei test del Mugello. Nicky ha tenuto a lungo la quinta piazza, prima che il forcing finale di Dovizioso, che ha fruttato al forlivese il quarto posto, lo facesse retrocedere di una posizione. Bene anche De Puniet, che per buona parte della sessione è stato l’unico capace di girare sul piede del 43” come i tre marziani.
Scatto d’orgoglio anche per Capirossi, a lungo in lizza con il compagno di squadra, che ha poi messo bene a frutto il nuovo motore arrivato qui. Sarebbe bello vederglielo usare in gara: il rettilineo di Barcellona non fa sconti a nessuno… Buono anche l’undicesimo posto di Melandri, su un tracciato tanto impegnativo, tutto sommato positivo anche il dodicesimo del rientrante Gibernau. Ingiudicabile, se non per la (consueta) generosità, la prestazione di Pedrosa. Male Kallio, e diremmo male anche per Canepa, non fosse che il distacco inizia a ridursi. E magari, con il nuovo assetto, vedremo anche le altre Ducati un po’ più avanti, a patto che dia i suoi frutti anche in gara. Soprattutto dal punto di vista del consumo gomme: le Bridgestone, come abbiamo imparato l’anno scorso sulla base delle prestazioni di Rossi, gradiscono poco le moto scariche sul retrotreno. E’ vero, le Bridgestone di quest’anno non sono più quelle dell’anno scorso, ma solo la gara potrà dirci quanto sono cambiate. Ultimo, prevedibilmente, Talmacsi. La MotoGP non si impara in un turno di prove libere…
I tempi: 1 46 Valentino ROSSI ITA Yamaha 1'43"038 2 99 Jorge LORENZO SPA Yamaha 1'43"340 0"302 3 27 Casey STONER AUS Ducati 1'43"636 0"598 4 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Honda 1'43"684 0"646 5 14 Randy DE PUNIET FRA Honda 1'43"871 0"833 6 69 Nicky HAYDEN USA Ducati 1'44"152 1"114 7 65 Loris CAPIROSSI ITA Suzuki 1'44"340 1"302 8 5 Colin EDWARDS USA Yamaha 1'44"419 1"381 9 72 Yuki TAKAHASHI JPN Honda 1'44"484 1"446 10 52 James TOSELAND GBR Yamaha 1'44"580 1"542 11 33 Marco MELANDRI ITA Kawasaki 1'44"649 1"611 12 59 Sete GIBERNAU SPA Ducati 1'44"678 1"640 13 7 Chris VERMEULEN AUS Suzuki 1'44"744 1"706 14 3 Dani PEDROSA SPA Honda 1'45"043 2"005 15 24 Toni ELIAS SPA Honda 1'45"101 2"063 16 15 Alex DE ANGELIS RSM Honda 1'45"126 2"088 17 36 Mika KALLIO FIN Ducati 1'45"394 2"356 18 88 Niccolo CANEPA ITA Ducati 1'45"454 2"416 19 41 Gabor TALMACSI HUN Honda 1'47"654 4"616
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