Un comunicato stampa di Balatonring Zrt, la società incaricata di gestire e promuovere il GP d’Ungheria, ci informa di una formale richiesta verso Dorna Sports per posticipare l’evento in questione. E non di qualche mese, come sarebbe lecito intendere dal termine “posticipare”, ma di un anno, ovvero di stralciarlo dal calendario 2009 (dove era previsto per il prossimo 20 Settembre) e inserirlo in quello 2010. Dorna ha accettato la proposta, sottolineando (in maniera un po' ipocrita) come il Gran Premio non sia stato cancellato, ma solo posticipato al 2010. Un po' come fanno le compagnie aeree quando "posticipano" il volo di 12 ore, non "cancellandolo" per evitare di pagare pernotti, pasti e rimborsi agli (imbufaliti) passeggeri. Il GP d'Ungheria non verrà sostituito, lasciando così un buco di quasi un mese nel calendario, fra il GP di San Marino e della Riviera di Rimini - si, insomma, Misano - e quello del Portogallo, all'Estoril.
Le motivazioni starebbero nell’impossibilità (o quasi) di completare in tempo il circuito, a causa di ritardi nella costruzione dovuti a un inverno particolarmente rigido e alla crisi finanziaria che ha colpito duramente l’Ungheria.
L’eliminazione di un GP non sarebbe una prima assoluta, visto che già in passato alcune gare sono state depennate dal calendario (principalmente per motivazioni di sicurezza, in quanto non erano stati svolti lavori richiesti da una o più associazioni all’interno del Circus mondiale) anche a stagione iniziata – l’ultima volta nel 1998. In fondo, la situazione di quest’anno non è molto diversa, ma con la crisi in atto il segnale che arriva è forte, chiaro e preoccupante.
Guardandola dal lato positivo, la cancellazione del GP non sarà del tutto sgradita a case e team, che risparmieranno le spese vive di una trasferta nonché i materiali di consumo delle moto. Insomma, forse, per una volta, non tutto il male viene per nuocere. A patto di non farsi prendere dal panico, s’intende.