
 Livio Suppo, team manager Ducati, è uno dei migliori professionisti dell’ambiente. Uno di quelli capaci, con professionalità e la dovuta cortesia e compostezza, di dare risposte interessanti anche alla domanda più pungente e polemica. Cosa che, grazie alle figuracce che Ducati ha fatto fare a tutti gli avversari negli ultimi due anni, gli è capitato abbastanza spesso. A molti non piace granché, forse perché gli ricorda troppo il patinato e “politically correct” ambiente della F1. Il sottoscritto, invece, apprezza molto la sua professionalità, necessaria per affrancarsi da quel provincialismo che spesso affligge il mondo delle due ruote. Lo stesso provincialismo che, diciamocelo, ci fa guardare con sospetto chiunque non mangi, beva e respiri due ruote. Ma questo è un altro discorso.
In un'interessante intervista pubblicata da GPOne, Suppo giustamente gongola per le prestazioni di Stoner e la crescita di Hayden, che, come faceva in Honda, ha fatto più chilometri di un pony express per lavorare sulla moto e sviluppare, in questo caso, il forcellone in fibra di carbonio che - pare - è stato promosso anche dal compagno di squadra.
Quando però qualcuno sottolinea come entrambi i piloti hanno fatto uscite da pochi giri ciascuno, da un lato Livio fa notare come Stoner da sempre non faccia troppe tornate in una volta sola (la sua lunga esperienza nel dirt-track fa sì che sia abituato ad esprimersi su passi vicini al limite in tempi ridottissimi, un po' come faceva Freddie Spencer, che con questa tecnica otteneva anche il non trascurabile effetto di mandare in bestia gli avversari…) e che i "long run", ovvero le simulazioni sulla distanza di gara, non abbiano più senso ora che il monogomma ha eliminato la competizione fra gommisti.
Ora, pur capendo le ragioni di Suppo, e senza la minima pretesa di insegnargli il mestiere, viene però da pensare che se le gomme sono uguali per tutti, le moto no. Ed è più che naturale che qualcuna consumi le gomme diversamente dalle altre: chiedete ai piloti Suzuki se l'anno scorso si divertivano, da metà gara in poi. La situazione Ducati è nettamente diversa, visto che le Bridgestone attuali sono state sviluppate proprio sulle caratteristiche della Desmosedici, che infatti è l'unica a non aver mai lamentato grossi problemi di usura gomme. Considerando però che Stoner e Rossi, nei test di Sepang, hanno fatto notare che le gomme dure non sono più… dure come l'anno scorso - logico, visto che loro due erano gli unici piloti che le usavano, mentre gli altri preferivano soluzioni più morbide, meno precise ma più "aderenti" - potrebbe valere la pena di provare a vedere cosa succede facendo tanti giri di seguito.
Sta a vedere che il polso di Stoner ha a che vedere con questa cosa. Se Suppo è bravo come penso, è stato proprio lui a suggerire a Stoner tutta questa teoria, in maniera tale che Casey, in via di guarigione, eviti di stressare (più o meno inutilmente) il polso sinistro operato, ed eviti di farsi venire strani pensieri in testa. Se così fosse, giù il cappello. Questo è un team manager di razza, altro che palle…
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