 Terzo giorno, solita storia: Stoner davanti, imprendibile (quasi un secondo al primo degli inseguitori) a forza di temponi su run da quattro/cinque giri, dietro tutti gli altri, che sperano che l’australiano e la sua Ducati non siano in grado di esprimersi su questi ritmi sulla distanza di gara. E’ vero, sul tracciato di Losail Casey si è sempre espresso su ottimi livelli, ma l’impressione, anche alla luce dei risultati nei test malesi, è che la coppia Stoner/Ducati resti quella da battere, quest’anno.
Ricalcando un po’ la situazione dello scorso anno, a ridosso del cangurino – che contrariamente a quanto avvenuto a Sepang sembra non accusare problemi al polso sinistro – troviamo due Yamaha. Non è però quella di Rossi la M1 più vicina al ducatista, bensì quella di Jorge Lorenzo, che pare aver trovato il bandolo della matassa per quanto riguarda la messa a punto della sua Yamaha con le gomme Bridgestone. Il fatto che il tempo sia stato ottenuto durante una simulazione di gara, e non in un giro secco, alla morte, non fa che confermare il fatto che Jorge, dopo un avvio un po’ stentato, ha imboccato la strada giusta.
Buona la prova delle due Suzuki, che conferma (con la dovuta prudenza) come la GSV-R dovrebbe essere notevolmente migliorata rispetto alla scorsa stagione. Considerando che razza di rettilinei ci sono sul tracciato qatariano, poi, l’impressione è che anche i problemi di velocità massima lamentati a Sepang da Capirossi si siano attenuati. In mezzo ai due ragazzi in azzurro (Rizla ha confermato il suo supporto, presumibilmente convinta dalle prestazioni malesi delle moto) troviamo un positivo Nicky Hayden. E’ vero, l’americano continua ad incassare un secondo e mezzo dal compagno di squadra, ma sta crescendo con calma e metodo, concentrandosi sullo sviluppo del forcellone in carbonio che pare essere piaciuto anche a Stoner. Sempre piuttosto indietro, invece, gli altri ducatisti Kallio e Canepa, ma trattandosi di debuttanti della massima categoria, vale la pena di aspettare. Stesso discorso per Takahashi, qualche preoccupazione in più per Melandri e la sua Kaw… Hayate, e soprattutto per Toseland, irriconoscibile. Soprattutto considerando che il compagno di squadra, Edwards, ha girato più o meno sui tempi del migliori comprimari impegnandosi in un long run.
In casa Honda, ottimo l’exploit di Randy De Puniet, primo dei piloti in sella alla RC212V, dietro di lui – di un soffio, a dire la verità – troviamo Dovizioso, poco staccato De Angelis mentre ultimo dei non novellini è Elias: e dire che dovrebbe avere la moto ufficiale...
Brutte notizie, invece, per quanto riguarda Pedrosa, protagonista di una caduta nella sessione di ieri: il polso sinistro è fratturato, e si è riaperta la ferita alla gamba infortunata nella caduta australiana – il quadro non permette pronostici in merito ai tempi di recupero, anche se è abbastanza difficile immaginarsi che il tre volte campione del mondo di 125 e 250 possa saltare i test di Jerez, che si terranno a fine mese.
I tempi: 1 - Casey Stoner Ducati 1’55”744 2 - Jorge Lorenzo Yamaha 1’56”733 3 - Valentino Rossi Yamaha 1’56”973 4 - Chris Vermeulen Suzuki 1’57”224 5 - Nicky Hayden Ducati 1’57”225 6 - Loris Capirossi Suzuki 1’57”253 7 - Randy De Puniet Honda 1’57”401 8 - Andrea Dovizioso Honda 1’57”449 9 - Colin Edwards Yamaha 1’57”515 10 - Alex De Angelis Honda 1’57”591 11 - Toni Elias Honda 1’57”804 12 - Mika Kallio Ducati 1’57”938 13 - Niccolò Canepa Ducati 1’57”946 14 - Yuki Takahashi Honda 1’58”412 15 - James Toseland Yamaha 1’58”786 16 - Marco Melandri Hayate 1’58”851
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