Alla fine è andata come ci si aspettava: con una splendida vittoria per Casey Stoner, che ha vendicato l’affronto subito l’anno scorso, quando fu Dani Pedrosa a tagliare per primo il traguardo. Il campione del mondo in carica è scattato male, ma ha impiegato due curve a portarsi in testa e cominciare ad allungare. La sicurezza di Stoner è apparsa evidente quando lo si è visto rifilare al rivale spagnolo pochi decimi al giro: per allungare così, quando la differenza è sul filo dei centesimi e si deve restare concentratissimi, senza riferimenti davanti a sé, è necessario avere manico, sicurezza in sé stessi e nervi d’acciaio. La soddisfazione della vittoria non sarà sufficiente a compensare la sconfitta incassata in campionato, ma da domani si volta pagina: c’è la Ducati GP9 da svezzare, e poi l’operazione al polso, per poter iniziare la prossima stagione nelle migliori condizioni.
Dallo scontro diretto esce con le ossa rotte Pedrosa. Lo spagnolo ha fatto una gara veloce e senza errori, ma come al solito, tutte le volte che si trova a doversi scontrare con uno dei rivali – quelli veri, non i comprimari – finisce per apparire remissivo per non dire debole come un budino. E si che sembrava decisamente migliorato, sotto questo aspetto: la staccata è più decisa, le traiettorie sono più spigolose, più da MotoGP... insomma, non si capisce davvero dove stia il problema. Chissà se l’anno prossimo vedremo miglioramenti.
Terzo chiude un Rossi al quale era davvero difficile chiedere di più. Su un circuito stretto e lento come quello di Valencia, con una partenza dalla decima piazza, un podio è risultato fuori dalla portata della maggior parte dei piloti attualmente in MotoGP. I record ormai non fanno più notizia, una gara come quella di oggi un po’ di più: rimonte del genere non si vedono quasi mai nella classe regina. Ma quando si vedono, stranamente (o forse no) vengono fatte da un solo pilota…
Ottimo anche il quarto posto di Dovizioso, che saluta il suo team con un bellissimo piazzamento. Risultato ancora più bello perché ottenuto a spese del pilota che andrà a rimpiazzare, Nicky Hayden, che a sua volta ha corso molto bene. La pista non è la preferita per nessuno dei due, ma quest’ultima gara sui rispettivi sellini aveva forse un allure particolare per entrambi. Il risultato è stata una gara in cui nessuno si è tirato indietro: praticamente l’unica situazione interessante nella seconda metà di gara, quando le posizioni, come al solito, sono state praticamente consolidate.
Bello il sesto posto di Edwards, concreto e convincente come poche altre volte in questa stagione; tutto sommato positivo anche il settimo di Shinya Nakano, pilota che francamente non si merita di sparire dalla MotoGP. Gara enigmatica, invece, per Jorge Lorenzo: in questo weekend ha affrontato difficoltà mai subite durante tutta la stagione. E non si tratta di scarso gradimento del pilota per la pista, perché il campione del mondo della 250 ha sempre amato il tracciato di casa e vi ha sempre ottenuto ottimi risultati. Anche per lui, ma per motivi molto diversi rispetto al connazionale Pedrosa, quest’inverno sarà importantissimo: Lorenzo quest’anno è partito fortissimo, per poi arrivare ad una brusca battuta d’arresto, incorrere in una serie d’infortuni, e trovarsi poi più consistente ma anche meno veloce.