GP Malesia, 250: Bautista vince la gara, Simoncelli il titolo!
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La legge di Murphy dice che se qualcosa deve andare storto lo farà; allo stesso modo, vedendo il bicchiere mezzo pieno, si può dire che, a volte, quando qualcosa deve andare bene, come la gara che regala a Marco Simoncelli il suo primo titolo iridato, ci andrà. Andare bene per i colori italiani, sia chiaro, perché se chiedete a Bautista o Kallio, forse li vedrete ripensare alla loro stagione e tornare a pensare alla versione della ormai celebre “Murphy’s law”.
Ma è stato bello vedere, sul podio, facce sorridenti. Perché Bautista vince comunque una gara bellissima, regala all’Aprilia il centomillesimo titolo costruttori (non ce ne vogliano a Noale, ma ha ancora senso, in questa 250?) ma soprattutto dice chiaro e tondo – metaforicamente – che resta comunque forte almeno quanto Simoncelli. E che l’anno prossimo, se Marco vorrà tenersi il numero 1 sulla carenatura, dovrà sudare sangue.
Anche Aoyama ha di che sorridere. Un po’ perché un secondo posto è sempre una gran bella prestazione, soprattutto se dietro c’è Simoncelli – remissivo a piacere, Marco non è mai un cliente comodo – e un po’ perché contenere a due secondi e mezzo il distacco da Bautista è impresa per cui altri piloti venderebbero un genitore. Se poi ci mettiamo che, in un ecatombe generale di propulsori austriaci, la sua KTM si è fatta perdonare il tradimento di Phillip Island risultando l’unica 250 di Mattighofen al traguardo, è chiaro che la soddisfazione è completa.
Quarto chiude Yuki Takahashi, che come al solito dimentica età e prestazioni della sua Honda 250 e si diverte a mettere dietro Aprilia ufficiali che, sulla carta, dovrebbero dargli distacchi da maratona. Considerando che dietro di lui ci sono la giovane promessa (che inizia a concretizzarsi) Aleix Espargaro e una vecchia volpe come Alex Debon, il manager del team Scot Cirano Mularoni può essere contento. Soprattutto pensando che l’anno prossimo, pur perdendo Dovizioso, in MotoGP avrà un gran bel pilotino da curare.
Al settimo posto troviamo l’inaffondabile Locatelli, al quale l’offerta di diventare team manager ha fatto l’effetto di una bomba di vitamine: non è mai andato così forte come da quando gli hanno proposto di appendere il casco al chiodo. Dietro di lui può sorridere anche Wilairot, che pur perdendo qualche posizione rispetto alla eccezionale prestazione delle prove, porta a casa un piazzamento che dovrebbe essere precluso a piloti in sella ad una moto come la sua.
Soddisfazione anche per Fabrizio Lai, Alex Baldolini e Simone Grotzkyj Giorgi, che su una delle piste più veloci del mondiale portano tutti a casa qualche punto iridato. Considerando la loro situazione tecnica, sono prestazioni che valgono un podio. Peccato invece per il problema tecnico che ha escluso Pasini dall’ordine d’arrivo: dopo un avvio di stagione incredibile, il riminese sta disputando un finale davvero deprimente, con l’aggravante della chiusura annunciata del suo team. Forza, Mattia, l’anno prossimo andrà meglio…
Foto: Aprilia Communication Così al traguardo:
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