GP Malesia, MotoGP: nona stagionale per Rossi, podio per Dovizioso
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| di Edoardo Licciardello, , pubblicato il 19 ottobre 2008 | Pagina 1/2 |
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Rossi non ha avuto occasione di voltarsi indietro, qui sul tracciato di Sepang. Non ne ha avuto occasione perché non ne ha avuto bisogno: quando uno si esibisce in una tale dimostrazione di superiorità, la sicurezza è tale che non c’è bisogno di guardarsi indietro. Gli avversari sono tutti lontani. Il risultato, purtroppo, sono però gare di una noia quasi sconvolgente: dopo il guizzo di Dovizioso, Valentino ha preso in mano la situazione e si è diligentemente accodato ad un Pedrosa impegnatissimo nel (vano) tentativo di andarsene da solo.
Il gap nei confronti dello spagnolo è stato chiuso in tre tornate, senza che però nemmeno in questa occasione il campione di Tavullia sembrasse impegnato (“Valentino andava a spasso” – Dovizioso dixit), per cui quando, a metà gara, Rossi ha deciso di andarsene, non c’è stato nemmeno da stupirsi se il sorpasso è sembrato una pura formalità, e Pedrosa non sia riuscito a tenere la scia della Yamaha numero 46 per più di poche curve, e si sia accontentato di girare di conserva per portare a casa il secondo posto. Certo, cambiare fornitore di pneumatici in corso di stagione come ha fatto Pedrosa sulla sua Honda non è esattamente come cambiare gomme ad uno scooter, ma, diciamocelo, la remissività con cui il tre volte campione del mondo di Sabadell, Barcellona, ha accettato la sconfitta è quantomeno poco adatta ad un pilota il cui obiettivo dichiarato è il titolo iridato. Lo diciamo per il nostro interesse: le gare sarebbero più divertenti…
Meno male che ci hanno pensato Andrea Dovizioso e Nicky Hayden a movimentare il Gran Premio. I due si sono esibiti in una scaramuccia (dogfight, come chiamano questi duelli i colleghi britannici, prendendo a prestito il termine dal lessico dell’aeronautica militare) lunga praticamente tutta la gara, effettuando nel contempo una selezione sugli avversari. Alla stretta finale, durante gli ultimi due giri, abbiamo assistito ad un simbolico passaggio di consegne fra i due: ad uscire vittorioso dallo scontro è stato il romagnolo, che ha dimostrato di avere non solo manico sopraffino, ma anche una solidità di nervi non indifferente, soprattutto per un pilota relativamente inesperto come lui. Non ha troppo di che rimproverarsi Hayden, che ha comunque combattuto con grinta per tutta la gara. Soprattutto considerando che, con ogni probabilità, la sua moto è più vicina a quella di Dovizioso che non a quella del compagno di box.
Nakano si toglie la soddisfazione di chiudere al quinto posto quella che pare essere la sua penultima gara mondiale, essendo definitivamente naufragata l’ipotesi di un suo ritorno in Kawasaki con il team di Jorge “Aspar” Martinez. Gara in cui può vantare di essersi messo dietro Stoner. Il campione del mondo in carica, però, era praticamente irriconoscibile: un po’ la sofferenza per il polso destro, un po’ una moto apparsa non efficace come in altre occasioni… insomma, il risultato è stato quello di una gara anonima e anomala (per lui), di quelle che non vanno prese come significative sotto quasi nessun aspetto.
Bella invece la prova di Capirossi, che ha girato fortissimo dall’inizio alla fine e ha chiuso in una positiva settima posizione. Prestazione che, però, fa nascere forti recriminazioni: dove avrebbe potuto portare la sua Suzuki, Loris, se fosse partito più avanti? |
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Fabriano
Complimenti sia a Vale che a Dovi!
Inserito: 20 ottobre 2008
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