GP Motegi, MotoGP: e otto!

In Motomondiale

di Edoardo Licciardello, 28 settembre 2008
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GP Motegi, MotoGP: e otto!


Erano due anni che Rossi aspettava questa gara. Una gara in cui giocarsi il titolo sapendo di avere il mezzo per vincere anche la gara, per tornare a quello splendore un po’ offuscato nelle ultime due stagioni. Due anni in cui la condizione tecnica non gli aveva permesso di esprimersi al meglio, in cui la sfortuna aveva deciso di ricordarsi di lui, che fino ad allora ne era sembrato immune. La gara è arrivata e il Rossi nervoso e teso di Valencia 2006 è sembrato solo un ricordo davanti al quale sorridere, con la consapevolezza di aver imparato tanto da quella giornata.

La gara di oggi è stata di quelle che si definiscono “da manuale”. Una partenza prudente, un paio di giri per assicurarsi che le gomme fossero davvero in temperatura, e poi via, a macinare gli avversari senza concedere possibilità di replica. Qualche giro in scia a Stoner, giusto per studiare un attimo il rivale e prendere fiato – girando comunque sempre sotto il suo stesso record del 2006, tanto per non sbagliarsi – e poi di nuovo davanti, con un cambio di ritmo che lo ha visto allungare di un paio di decimi al giro. Ci vuole talento, ma soprattutto sicurezza nei propri mezzi, per correre così. D’altra parte, pensate che non sia sicuro di quello che può fare uno che prepara una maglietta con scritto “Scusate il ritardo”?

Dietro allo splendido Rossi di oggi, uno Stoner sconfitto ma con tutti gli onori del caso: inanellare ventitré giri sul passo del record sul giro con un polso destro malandato non è certo facile. Dopo tre gare in cui aveva terminato la corsa nelle vie di fuga, vittima di un errore commesso o indotto dal rivale, ha concluso con determinazione e mestiere una gara che non lo ha mai visto favorito. A differenza di altre gare, infatti, in quella di oggi Casey non è mai sembrato in grado di prendere e andarsene. Lo avevate mai visto temporeggiare dietro Pedrosa? Non si è visto quel devastante avvio di gara che tante volte ha demolito – psicologicamente prima che cronologicamente – gli avversari. Stavolta ha subito, ma siamo sicuri che già dal prossimo GP, quello di casa, tornerà a brillare.

Chiude il podio un Pedrosa veloce ma, come al solito, troppo remissivo nello scontro diretto. E’ stato archiviato come una pratica vecchia da Rossi e Stoner quando hanno deciso di cambiare ritmo: dopo qualche stagione in cui sembrava che il suo stile si fosse evoluto per adattarsi alle traiettorie spezzate della MotoGP, quest’anno – in cui “doveva” vincere – Dani non ha convinto granché. Meglio che Honda si abitui all’idea di non impostare tutte le sue strategie su di lui, pena il rischio di masticare qualche altro boccone amaro.

Si conferma rinato Lorenzo, che non è riuscito a salire sul podio veramente per un pelo. Jorge ha fatto il massimo, risultando largamente il primo dei gommati Michelin (e Motegi è da sempre un circuito non troppo amico alle coperture francesi) a tagliare il traguardo. Che lo smalto di inizio stagione ci sia ancora si è visto quando, all’ultimo giro, ha tentato un passaggio impossibile su Pedrosa. Ora si può lavorare per crescere ancora, e fare quell’ultimo passettino per entrare in pianta stabile nel novero di chi lotta per la vittoria in tutte le gare. Quel passettino che sembrava aver già fatto ancora prima di iniziare a correre in MotoGP, e che invece, poi, è risultato non solo ancora da fare, ma forse anche più difficile del previsto…



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Anonymous
Italy
Rome

Complimenti a Valentino....anche se non sono un suo tifoso, quest'anno ha guidato alla grande,sempre concentrato con un solo piccolo errore, fantastico! Complimenti alla Yamaha la migliore moto in assoluto,che al giro di boa del campionato a stracciato tutti con lo sviluppo, come al solito (a parte lo scorso anno) affidambilita/potenza/manegevolezza....Perfetti!

Inserito: 29 settembre 2008

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