Prove al contrario, queste di Indianapolis, con Rossi a fare lo Stoner, ovvero ad impostare il passo, e il rivale australiano ad inseguirlo nel tentativo di strappargli la pole. Non ce l’ha fatta, il campione del mondo: Valentino e il suo team hanno, finora, azzeccato un weekend di grazia. Di quelli in cui il lavoro procede come deve, con la moto a posto tanto in configurazione gara quanto in configurazione prova, e i tempi vengono fuori senza dover fare acrobazie.
Al contrario, Stoner è stato penalizzato non tanto dal traffico incontrato nel suo ultimo giro veloce – anche se è probabile che proprio in quel frangente abbia lasciato qualcosa di più di quegli ottantaquattro decimi che lo separano da Rossi – quanto dalla rottura in cui è incappato ieri. Con quasi un terzo di FP3 in meno per lavorare sulla moto, ha dovuto inseguire la messa a punto giusta durante le qualifiche, situazione non certo ideale quando, allo stesso tempo, si cerca di conquistare una buona posizione di partenza.
Chiude la prima fila il ritrovato Lorenzo, che limita il distacco dai due fenomeni e punta a recitare il ruolo del terzo incomodo. Ruolo che piacerebbe moltissimo anche a Nicky Hayden, qui davanti al pubblico di casa e carichissimo. Del resto, sta anche vincendo la sfida interna con il compagno di team Pedrosa, con il quale, ormai è palese, la rivalità va ben oltre la sana competizione fra due piloti a pari trattamento tecnico. Anche perché tale parità, che forse non c’è mai stata, oggi più che mai non c’è più: Dani sta scoprendo a sue spese che, forse, cambiare pneumatici “in corso d’opera” non è la cosa più facile del mondo: sulla griglia è ottavo, con poco meno di un secondo di distacco.
Altro eroe della giornata è Spies. Forte del fattore campo, e forse anche di una conoscenza del tracciato un po’ più profonda degli altri, Ben ha piazzato la sua Suzuki in seconda fila, precedendo di un’eternità i compagni di squadra Capirossi e Vermeulen. Entrambi, come abbiamo visto a Misano, non hanno problemi con le gare in rimonta, ma qui l’impressione è che sarà più difficile.
Noi italiani possiamo consolarci con Dovizioso, settimo dietro a De Puniet che, grossomodo, ha la sua stessa moto. Considerando lo scarso feeling di Andrea con le coperture da qualifica, abbiamo di che aspettarci un’ottima gara. Stesse considerazioni per De Angelis, che con le coperture da gara ha mostrato un ottimo passo, e che già due volte quest’anno si è esibito in rimonte da manuale, quando non proprio da leggenda.
Aspettative di cui difficilmente possiamo gravare Melandri, ormai agonizzante in attesa della fine della stagione, o l’inspiegabile West, che sotto il bagnato sembra girare su un’altra pista rispetto agli altri e, sull’asciutto, si becca oltre tre secondi dal primo. Sicuramente qui la Kawasaki non va granché bene (il suo compagno di squadra John Hopkins di secondi ne becca quasi due), ma così è davvero un po’ troppo…
Foto: Yamaha FIAT
I tempi:
|
1 |
46 |
V.ROSSI |
YAMAHA FIAT |
1'40"776 |
|
|
2 |
1 |
C.STONER |
DUCATI |
1'40"860 |
+ 0"084 |
|
3 |
48 |
J.LORENZO |
YAMAHA FIAT |
1'41"177 |
+ 0"401 |
|
4 |
69 |
N.HAYDEN |
HONDA REPSOL |
1'41"271 |
+ 0"495 |
|
5 |
11 |
B.SPIES |
SUZUKI |
1'41"464 |
+ 0"688 |
|
6 |
14 |
R.DE PUNIET |
HONDA LCR |
1'41"492 |
+ 0"716 |
|
7 |
4 |
A.DOVIZIOSO |
HONDA JiR |
1'41"744 |
+ 0"968 |
|
8 |
2 |
D.PEDROSA |
HONDA REPSOL |
1'41"754 |
+ 0"978 |
|
9 |
24 |
T.ELIAS |
DUCATI ALICE |
1'41"886 |
+ 1"110 |
|
10 |
52 |
J.TOSELAND |
YAMAHA TECH 3 |
1'41"897 |
+ 1"121 |
|
11 |
5 |
C.EDWARDS |
YAMAHA TECH 3 |
1'41"934 |
+ 1"158 |
|
12 |
15 |
A.DE ANGELIS |
HONDA GRESINI |
1'41"969 |
+ 1"193 |
|
13 |
65 |
L.CAPIROSSI |
SUZUKI |
1'42"305 |
+ 1"529 |
|
14 |
50 |
S.GUINTOLI |
DUCATI ALICE |
1'42"405 |
+ 1"629 |
|
15 |
7 |
C.VERMEULEN |
SUZUKI |
1'42"551 |
+ 1"775 |
|
16 |
21 |
J.HOPKINS |
KAWASAKI |
1'42"673 |
+ 1"897 |
|
17 |
56 |
S.NAKANO |
HONDA GRESINI |
1'42"732 |
+ 1"956 |
|
18 |
33 |
M.MELANDRI |
DUCATI |
1'43"807 |
+ 3"031 |
|
19 |
13 |
A.WEST |
KAWASAKI |
1'43"931 |
+ 3"155 |