Allora: le due Kawasaki ufficiali per Hopkins e Melandri, la terza gestita da Jorge “Aspar” Martinez e affidata a Bautista, no, anzi, a Elias… anzi no, dichiara l’australiana Crash.net, nessuno ha mai contattato ufficialmente la casa di Akashi, che schiererà si una terza moto, forse con colori diversi dal canonico verde lime grazie all’appoggio di uno sponsor esterno, ma la gestirà direttamente all’interno della sua struttura corse.
La telenovela continua: oggi la stessa rivista online australiana pubblica le dichiarazioni di Bartholemy, responsabile dell’attività agonistica Kawasaki, a parziale smentita a quanto scritto solo due giorni fa. La posizione del portavoce in verde è che non si sa ancora né chi gestirà la moto, né chi ne sarà il pilota. Bartholemy arriva anche a suggerire come – verosimilmente dopo i risultati della gara di Brno – potrebbe anche essere West a guidare la terza moto, pur se la decisione finale dipende dallo sponsor. In effetti, le parole di Michael sono significative: “West potrebbe fare parte del pacchetto che offriamo”, come a contrastare la richiesta di Martinez (che potete leggere qui) di un team completamente indipendente, che non subisca pressioni di alcun genere da parte del fornitore della moto.
Ma West, che da brutto anatroccolo (dopo tre gare, lo stesso Bartholemy ha suggerito ad Anthony di “allenarsi di più”, leggete fra le righe…) è di colpo diventato gioiellino di casa Kawasaki, potrebbe anche emigrare verso la Superbike: il DS sostiene che sarebbe un peccato sprecare gli investimenti fatti su di lui, e che piuttosto che perderlo, potrebbe dirottarlo verso il team PSG-1, dove, aggiungiamo noi, potrebbe anche ottenere risultati molto migliori di quelli fatti registrare in MotoGP. Stiamo a vedere come finirà: dichiarazioni ufficiali – anche in merito a Melandri – sono attese al GP di Misano, fra meno di due settimane.