Durante la trasmissione “Fuorigiri”, su imbeccata del sempre informatissimo Carlo Pernat, il DS Ducati Livio Suppo ha lasciato trapelare l’ipotesi che qualcosa potrebbe cambiare nello schieramento Ducati MotoGP. Chiaramente non è stato detto nulla di concreto, ma le parole di Suppo hanno lasciato intendere tanto un ritorno ad una gommatura mista, quanto un incremento delle moto in griglia.
Tanto da un punto di vista tecnico che da quello strategico, l’avere un team gommato Bridgestone e uno gommato Michelin non può che portare benefici ad una casa come Ducati: lo sviluppo del mezzo si svincola un po’ da quello dei pneumatici, andando presumibilmente verso una moto più versatile, e le prestazioni medie delle moto messe in campo dovrebbero risentire meno di giornatacce dell’uno o dell’altro fornitore. Niente da eccepire, dunque, salvo il fatto che il progetto potrebbe venire reso obsoleto da un eventuale regolamento monogomma, che – segreto di Pulcinella – è fra i provvedimenti in discussione nelle riunioni che Dorna sta tenendo con i team.
Niente di male, direte voi: più moto fanno solo bene ad una griglia un po’ troppo povera, quale che sia la loro gommatura. Del resto, in tempi recenti Ducati ha tenuto su praticamente da sola la griglia di partenza della Superbike con le sue moto private ed ex-ufficiali: perché non riproporre il (redditizio) modello anche nella MotoGP? Non posso che essere d’accordo, non fosse che, come sempre, ci sono di mezzo i soldi. Ovvero: chi paga i costi, elevatissimi, di un’altra squadra in MotoGP, in un momento in cui gli sponsor in grado di farlo sembrano più rari dei politici onesti? Risposta idealista: un nuovo marchio. Risposta cinica: il presunto secondo gommista, che già lo sta (presumibilmente) facendo con un altro team “semiufficiale” pur di mantenere una decorosa presenza in griglia. Se il ventilato monogomma dovesse passare, i soldi per il secondo team non ci sarebbero, e il progetto morirebbe ancora prima di nascere.
Il sottoscritto è fermamente contrario al monogomma, ma piuttosto che rivedere gare come quella di ieri, in cui piloti come Pedrosa, Lorenzo e Dovizioso si ritrovano ad annaspare come dilettanti, lo accetterebbe di buon grado. Ma siamo davvero sicuri che il regolamento attuale, che ha tolto a Michelin la possibilità di “cucinarsi” le gomme al sabato notte, sia quello che garantisce il miglior equilibrio? Non sarebbe semplicemente più facile e corretto ritornare al passato? Meditate, gente, meditate…