Si sono conclusi i tre giorni di test al Mugello per Sete Gibernau, che ha provato a lungo la Ducati Desmosedici GP8 e testato anche la nuova GP9 con telaio monoscocca in carbonio.
Questo test ha suscitato molto clamore fra gli appassionati, perchè a molti è sembrato una prova di appello per l'operato di Marco Melandri, che con la Desmosedici sta sprofondando sempre più in una crisi della quale non si vede la fine.
Una crisi per la verità che ha coinvolto tutti i piloti della quattro cilindri di Borgo Panigale ad eccezione di Casey Stoner, l'unico che per adesso ha dimostrato di poter guidare efficacemente la Desmosedici GP8, tanto che non sono mancate situazioni paradossali come il pilota spagnolo Bautista che ha rifiutato energicamente l'offerta di correre in MotoGP il prossimo anno con le moto bolognesi.
Insomma, è stata l'impressione da fuori, proviamo a sentire cosa ne pensa Gibernau di questa moto, visto che prima di ritirarsi aveva fatto vedere ottime cose con la "rossa".
Anche perchè il matrimonio con Melandri si sta rivelando una strada senza via d'uscita. Marco ha un contratto biennale blindatissimo, che potrebbe essere rescisso solo pagando forti penali. E del resto per lui un'interruzione a metà stagione significherebbe certamente il rimanere a piedi perlomeno fino al 2009, e gli stop - specie se forzati - non hanno mai fatto bene alla carriera di un pilota.
Insomma, la situazione non è semplice per nessuna delle parti coinvolte, ed il test di Gibernau, almeno stando ai tempi diffusi da Ducati, non è stato risolutivo: lo spagnolo ha girato alla fine in 1'51.7, mezzo secondo più lento dell'1'51.2 segnato da Marco Melandri in gara per il GP d'Italia, praticamente lo stesso tempo fatto segnare da Toni Elias e Sylvain Guintoli.
Non è però chiaro se Sete ha ottenuto il suo miglior tempo sulla Desmosedici GP8 o sulla GP9, ma non è questo il punto fondamentale: il punto è invece se in Ducati pensano che la mancanza di risultati dipenda dal pilota o da una moto estrema, difficile da capire.
Nel primo caso occorrerà cercare un sostituto, cosa sicuramente non facile perchè di prime guide pronte ad imbarcarsi in quest'avventura non ce ne sono poi molte. L'unico nome che ci viene in mente, oltre a quello di Sete Gibernau, è quello di Massimiliano Biaggi, che potrebbe essere una grossa opportunità ma anche un grosso rischio.
Se Ducati infatti decidesse di sostituire Melandri con Biaggi o Gibernau ed i risultati fossero sostanzialmente gli stessi di Melandri, il tracollo a livello di immagine sarebbe pesante per la casa bolognese, che sull'esclusività e la competitività della sua Desmosedici ha costruito buona parte del successo commerciale degli ultimi due anni.