Casey Stoner: Donington non mi è mai piaciuta molto

In Motomondiale

16 giugno 2008
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Casey Stoner: Donington non mi è mai piaciuta molto


Dopo gli impegnativi fine settimana di Mugello e Barcellona, seguiti da due importanti giorni di test sulla pista catalana, il team Ducati si prepara ad altri due round di fila, su due circuiti storici del Motomondiale. Il primo, il GP d'Inghilterra, si corre su una pista dal layout particolare, con una prima parte velocissima e la seconda lenta e tortuosa, dove il meteo potrebbe ancora una volta essere una variabile importante.

La pista inglese infatti notoriamente non offre un "grip" eccezionale in caso di pioggia e le previsioni per il fine settimana sono, come spesso è capitato quest'anno, piuttosto incerte.

Casey Stoner non la ama particolarmente anche se ne ha ottimi ricordi perché è la pista dove ha debuttato nel Motomondiale (2001) e dove ha corso due gare molto belle in MotoGP. Nel 2007 ha vinto dopo una bella rimonta dal settimo posto che occupava alla fine del primo giro per una partenza non brillante, e nel 2006, ottavo sullo schieramento di partenza, è giunto a meno di due secondi dal podio. Nel 2005, in 250cc aveva ottenuto il terzo posto.

Anche Marco Melandri a Donington Park può vantare una vittoria nel suo palmares, nel 2002 in 250. Nel 2001, nella stessa classe, aveva conquistato il terzo posto e anche in MotoGP, nel 2006 è salito sul terzo gradino del podio.

"Donington non mi è mai piaciuta molto" ha detto Casey Stoner, "ma vi ho ottenuto anche qualche bel risultato e quindi mi suscita molti ricordi piacevoli. Nel 2006 nell'anno del debutto in MotoGP sono arrivato quarto, vicino al podio, mentre l'anno scorso abbiamo vinto. La gara era bagnata ma anche con le gomme da asciutto, nelle prove, eravamo andati forte. La prima parte del tracciato è davvero tosta, giù, lungo la "Craner" e verso l'" Old Hairpin" si frena stando piegati, con la moto che si muove qua e là. Altre curve invece sono molto più lente e rendono difficile trovare un set up giusto da gara per le due diverse sezioni: quella lenta infatti è importante perché è soprattutto lì che si fanno i duelli ed i sorpassi mentre in quella veloce fai i tempi e puoi ritagliarti un vantaggio o riprendere qualcuno che ti sta davanti. E' davvero un compromesso difficile".

"Quello Donington è sempre un appuntamento un po' speciale per me" ha dichiarato Marco Melandri, "visto che abito a poche miglia dal circuito. La pista è particolare, con una sezione molto veloce e una lenta ma a me piace abbastanza. L'incognita più grande a Donington è sempre il meteo: le temperature possono variare rapidamente e la pioggia può cambiare drasticamente le condizioni dell'asfalto. Per noi sarebbe un problema dato che abbiamo bisogno di ogni minuto di prove per trovare un set up che mi permetta di migliorare un po' il mio feeling. Avere sempre le stesse condizioni, cosa che non è quasi mai successa durante le gare precedenti, sarebbe comunque un inizio positivo".





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