10 a Pedrosa. Stavolta non ha avuto bisogno di duellare, e il risultato si è visto: gli avversari li ha visti solo sul podio. Restano le incertezze sullo scontro diretto, ma la raffica di giri sotto il record valgono il massimo dei voti.
9 a Rossi. Partire attardati quando Pedrosa è davanti significa lottare per il secondo posto. Valentino lo sa, e si è limitato a difendere con agio il posto d’onore. Fortissimo comunque.
9 a Stoner. Il passo che sabato sembrava poter tenere facilmente è risultato durissimo la domenica: la sua Desmosedici era decisamente nervosa. Ha dimostrato comunque carattere e manico.
8,5 a Dovizioso. Come volevasi dimostrare: se parte con i primi, riesce anche a starci. Sta crescendo con la dovuta calma: così si fa.
7 a Edwards.Un po’ remissivo ma sempre veloce: manca un colpaccio, poi i propositi di ritiro li possiamo considerare definitivamente archiviati.
7 a Toseland. Non conosce (stavolta di sicuro…) la pista, commette qualche errore ma tiene il passo del più esperto compagno di squadra. Bravo.
6,5 a Hayden. Dopo il disastro del Mugello Nicky si è ripreso, brillante in prova e coriaceo in gara. Il ventilato passaggio di squadra non potrà fargli che bene.
5 a De Angelis: Il problema non è il contatto con Capirossi, che in gara ci sta, ma il fatto che fa pensare che la gara del Mugello sia stata un’anomalia. Attendiamo gradita smentita.
S.V. a Melandri. Non si sa nemmeno più come valutarlo, visto che non è certo una questione d’impegno né di manico. Attendiamo il primo segno di luce per tornare a dargli un voto.
6 a Nakano. Sufficienza stiracchiata: Shinya sapeva fare ben altro ai suoi tempi migliori, e le Bridgestone dovrebbe conoscerle abbastanza bene da saperle sviluppare…
4 a Elias. La falsa partenza è sicuramente involontaria, il non vedere la comunicazione del ride-through è ben più difficile da valutare come tale. Soprattutto perché la bandiera nera l’ha vista…
7,5 a Hopkins. Voto all’impegno nonostante le condizioni fisiche, ma le prestazioni che ci si aspettava da lui ad inizio stagione erano altre.
Foto: Yamaha MotoGP