E’ MCN, come spesso accade, a diramare la notizia. In una chiacchierata con Gigi Dall’Igna, si evince il prossimo rientro di Aprilia (peraltro già annunciato da Colaninno l’anno scorso, all’epoca della presentazione della Shiver) nella massima categoria della MotoGP. Interessanti i dettagli del motore V4 – seguendo del resto lo schema tecnico prevalente al momento – e del fatto che il propulsore verrà sviluppato completamente in casa. Gli esperimenti svolti in passato con Cosworth hanno lasciato un po’ d’amaro in bocca ai tecnici della casa di Noale, un po’ perché le tecnologie automobilistiche non si possono trasferire in maniera indolore sulle due ruote, e un po’ perché, anche qui a differenza che sulla F1, la collaborazione fra motoristi e telaisti nella MotoGP dev’essere nettamente più “stretta”.
Con aplomb prettamente britannico, poi, la rivista britannica “fa cadere” la notizia della conferenza stampa con cui DORNA ha annunciato, lo scorso weekend, la formula tecnica della categoria che sostituirà la 250 a partire dal 2009: motori a quattro cilindri con cubatura compresa fra 625 e 650cc, limite del regime massimo di giri e centralina unica per tutti con divieto per i controlli di trazione – forse a qualcuno ricorderà il regolamento di un campionatuccio minore a quattro ruote….
Non è ancora chiaro il limite di “derivazione di serie” per quanto riguarda i mezzi, ma se la cilindrata non è stata scelta a caso (pare che originariamente fosse stata stabilita in 600cc, poi variata a seguito di reclamo FIM), non è difficile immaginarsi qualcosa di abbastanza vicino a quello della Supersport, anche perché se non ci fosse sfuggito qualcosa, è difficile immaginarsi una modularità con le attuali 800 come avveniva ai tempi di 125/250/500. In attesa di maggiori dettagli sospendiamo il giudizio. Visti gli attuali costi di gestione delle 250 ufficiali (ma anche private, se si vuole essere competitivi…) e quelli di una 600SS da mondiale, l’impressione è che non ci saranno grosse variazioni nella contabilità dei team.
Si spera solo che la normativa relativa alla ciclistica resti completamente prototipale: dopotutto, i piloti che vogliono arrivare alle 800 dovranno pur imparare da qualche parte come si mette a punto il telaio di una GP…
(Nella foto Honda Professional, Jonathan Rea impegnato a Monza)