GP Shanghai, la pagellina: MotoGP

In Motomondiale

di Edoardo Licciardello, 07 maggio 2008
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GP Shanghai, la pagellina: MotoGP



10 a Rossi. Vittoria da manuale, a parte un paio di lunghi dovuti al forte vento che spazzava il rettilineo: una fila di giri veloci così cancellano tutti i dubbi sulle Bridgestone. Promesse mantenute.

9 a Pedrosa. Corre con la testa, non cede alla tentazione di spremere troppo la moto e di prendersi rischi contro il Rossi delle grandi occasioni. Ma prima o poi dovrà scontrarcisi…

8,5 a Stoner. Qualcuno sbaglia la scelta della gomma e lui si trova a dover correre in difesa. Ha davvero poco da rimproverarsi, potrebbe avere il morale un po’ più alto.

10 e lode a Lorenzo. Dopo una fracassata in prova come la sua, molti – anche gente con più pressione di lui addosso – avrebbero corso di conserva e nessuno gli avrebbe detto nulla. Lui stringe i denti e finisce a ridosso del podio. Immenso.

7 a Melandri. Qualcuno tocca qualcosa nel controllo di trazione e sposta di una virgola la distribuzione dei pesi e lui di colpo torna ad andare forte. Il ragazzo ha manico, e questo lo sapevamo già, ma fino alla prossima gara aspettiamo a darlo per risorto.

7 a Dovizioso. Parte indietro e rimonta finché tengono le gomme, poi è costretto a remare e a salvare il salvabile. Deve imparare (insieme alla squadra) a sfruttare le gomme da qualifica.

5 a Hayden. Pedrosa ha la sua stessa moto, e gli rifila un secondo al giro. Se vuole convincere HRC a tenerlo, non è questo il sistema.

5 a Edwards. Pole in prova, in gara fa due lunghi e svanisce. Non è l’unico ad essere andato dritto, sicuramente è l’unico che con una moto così forte e tanta esperienza accusa tanto.

6 a Elias: Voto di incoraggiamento, è la prima volta che vediamo una Ducati Alice nei primi 10.

7 a Capirossi. La posizione non riflette il valore della prova: finché la moto ha girato bene, Loris si è fatto valere, ancora un giro e non avrebbe finito la gara fermato dallo stesso problema di Vermeulen.

4 a Toseland. Chi l’ha visto? E’ vero, è la prima volta che vede la pista, ma la moto è un aereo: 43 secondi dalla vetta sono davvero troppi.

5 a Hopkins. La Kawasaki ha accusato una marea di problemi, ma l’impressione è che anche lui, domenica, glie l’abbia data un po’ su. Rimandato a Le Mans.

0 a West. Ultimo, a quindici secondi dal penultimo, De Angelis, che ha (incolpevolmente) perso un’eternità a causa di un contatto. Qualcosa si è rotto, nella testa dell’australiano…

Foto: Yamaha MotoGP, Ducati Corse, Honda Professional





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