Motomondiale
GP Shanghai, 250: Doppietta KTM
Bautista ha evidentemente deciso di rendersi la vita difficile, tanto per non annoiarsi troppo durante la stagione: non si può pensare nulla di diverso di un pilota capace di dominare con tanta superiorità in prova, e poi scivolare come l’ultimo dei debuttanti in gara, tradito dal fondo infido ma chiaramente anche dai nervi. Un po’ come faceva Lorenzo l’anno scorso, che però, quando tutto girava bene, faceva veramente paura a tutti, mentre Alvaro appare un po’ meno onnipotente, un po’ meno… Chuck Norris. Ringrazia Kallio, che per la seconda volta – ma stavolta in maniera meno fortunosa – raccoglie bottino pieno grazie agli errori altrui, e si ritrova con una classifica che sorride a trentadue denti. E si risolleva un po’ anche la KTM, che dopo i problemi e le polemiche della ottavo di litro (per non parlare delle prospettive di non partecipare con i colori storici paventata da qualcuno…) si trova a fare doppietta in 250, grazie ad un Aoyama che non abbiamo fatto in tempo a battezzare come in crisi che risorge alla grandissima. Certo, non ha mai impensierito il compagno di marca, ma il suo cronologico è davvero vicinissimo a quello del finlandese. Da sostenitori del giapponese, non possiamo che sperare che gli servisse solo un risultato come questo per sbloccarsi a livello psicologico. Sul podio è salito Pasini, anche lui aiutato un po’ dalla fortuna sottoforma di sfiga per Takahashi, la cui Honda ha pensato bene di rompersi all’ultimo giro arrivando comunque, in qualche maniera, al traguardo. Mattia, comunque, non ha certo demeritato, vista la rimonta in cui si è esibito durante la gara. Bella prova anche per Simoncelli, che con una moto non ufficiale, su una pista tanto veloce, ha ottenuto due risultati: portare a casa punti preziosi e non cadere su un fondo traditore con le gomme sbagliate, come forse (diciamolo: di sicuro) avrebbe fatto la stagione scorsa. Sta a vedere che Marco ha finalmente messo la testa a posto… Dietro di lui diversi piloti quotati e con una dotazione tecnica – l’Aprilia RSA – che, sulla carta, dovrebbe consentire loro di mangiarsi il romagnolo per colazione. E invece ecco Debon, il collaudatore di lusso, ma soprattutto Barbera, eterna promessa del vivaio spagnolo, finire dietro. Certo, ci sono priorità che vengono dagli sponsor, ma se a Noale facessero una pensata in merito alla ridistribuzione tecnica fra i propri piloti, male forse non sarebbe. Ma forse è il nostro nazionalismo a parlare. Nazionalismo che oggi soffre un po’: a parte un Lai che prende punti – e nelle sue condizioni non è male – troviamo un Locatelli un po’ troppo staccato da Simoncelli per poterlo considerare positivo, ma soprattutto viene da dire qualche parolaccia per il ritiro di Poggiali e Baldolini. Alex difficilmente avrebbe potuto concludere qualcosa di buono, data la moto che si ritrova, mentre Manuel, proprio qui, sembrava ritrovato. Si può anche non essere superstiziosi, ma stavolta è davvero difficile. Foto: Kirn/KTM Images Così al traguardo:
|
|
| Attenzione: si prega di non utilizzare un linguaggio offensivo, eventuali commenti volgari o offensivi saranno rimossi, così come link non giustificati. I commenti sono inseriti dai lettori, che se ne assumono la responsabilità |
|
Non sei registrato? Registrati, è gratis! |
|
|
Commento |
|

