Edwards è da sempre uno che in prova non scherza, e le Michelin da qualifica, ormai lo sappiamo, fanno veramente paura. Ma qui in Cina quello che emerge profondamente è che a fare paura è anche la Yamaha, visto che delle prime quattro moto in griglia, tre hanno il marchio dei tre diapason sul serbatoio, una addirittura con un pilota fratturato. Colin ha fatto due giri da paura, demolendo letteralmente le speranze degli avversari: tanto per dimostrare che si, gomme e moto sono al massimo livello, ma anche il suo polso destro non scherza per niente.
Dietro di lui un Rossi che ha la faccia del gatto che ha mangiato il canarino. In prova non ce l’ha fatta a tenere il passo dell’ex compagno di squadra, pur fermandosi piuttosto vicino, ma ha diversi motivi per essere soddisfatto. Primo, il fatto che nelle libere, e comunque finché ha tenuto le gomme da gara, ha letteralmente massacrato tutti. Secondo, che Bridgestone, evidentemente, lo sta iniziando ad ascoltare molto seriamente, dal momento che la copertura da qualifica è migliorata moltissimo. Insomma, la gara dovrebbe proporci il Rossi dei tempi migliori. E noi non possiamo che ringraziare, anche solo perché la cosa “stringerebbe” ancora la classifica di campionato.
Chiude la prima fila uno Stoner veloce ma molto nervoso, che ha lamentato un po’ di chattering con le gomme da qualifica, e ha parlato di un assetto da gara non ancora al 100%. Ora, considerando che è certamente possibile che gomme più aderenti come le nuove Bridgestone da qualifica causino vibrazioni indesiderate, il fatto che si siano manifestate solo su alcuni giri lasciano qualche dubbio in merito alla condizione psicologica di Casey, che forse ha perso un po’ dell’apparente infallibilità dell’anno scorso. Ci vuole un bel risultato in gara…
Apre la seconda fila un eroico Lorenzo, che dimostra di non saper solo ruotare il gas, ma anche stringere i denti, da professionista e soprattutto pilota appassionato. Impossibile non restare colpiti da questo ragazzino che cammina stringendo i denti, ma poi sale in moto e gira a poco più di mezzo secondo da Edwards. La gara, ammesso che si corra sull’asciutto (le previsioni non sono favorevoli), sarà durissima; per quel che riguarda il sottoscritto, comunque, Jorge il suo GP l’ha già vinto tornando in sella già per le libere della mattinata. Un po’ in ombra, invece, restando in casa Yamaha, Toseland. Che la pista, però, non l’ha mai vista neanche in fotografia, quindi… diamogli tempo e prepariamoci per qualche ingresso di cattiveria nel momento in cui il suo ritmo di gara inizierà a farsi più veloce.
Quinto un Pedrosa a cui stare molto attenti, in ottica di gara. Un po’ perché abbiamo già visto come la domenica Dani sappia sempre andare al di là di quello che sembra il suo potenziale in prova, un po’ perché il suo passo con le gomme da gara è davvero impressionante. Metteteci le partenze a razzo garantite dalla frizione montata sulle RC212V ufficiali, e il quadro è completo.