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Motomondiale

GP Estoril, MotoGP: la prima di Lorenzo.

13 aprile 2008 Edoardo Licciardello
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GP Estoril, MotoGP: la prima di Lorenzo.

Da quando il sottoscritto segue il mondiale ha visto davvero poche vittorie più annunciate di questa. Lorenzo ha confermato oggi quanto aveva fatto vedere ieri in prova: che qui, sull’asfalto dell’Estoril, nessuno andava quanto lui, come se – lo ripetiamo – lui e gli avversari corressero su piste diverse. Una gara quasi noiosa, in verità, nel senso che l’unica vera incognita è stata il momento su cui Jorge avrebbe deciso di rompere gli indugi e allungare su quel passo che, lui solo, era in grado di tenere. Una gara praticamente perfetta, figlia di una condizione tecnica che Lorenzo ha costruito con caparbietà, cucendosi la moto addosso durante i test invernali, quando con determinazione e fiducia nei propri mezzi ha proseguito per la sua strada trovando la giusta distribuzione dei pesi per il suo stile di guida.

L’unico pilota in grado di tenere il suo passo è stato Pedrosa, che addirittura ha provato a contenere la fuga di Lorenzo stampando praticamente l’identico tempo per due volte di fila. Daniel ha stretto i denti, ha guidato aggressivamente, facendosi vedere forte anche in staccata – frangente in cui passare Lorenzo non è certo impresa banale – e pur senza mostrare la stessa incisività che ha quando riesce ad andare via da solo, ha comunque corso un’ottima gara. Dopo l’arrivo, Daniel ha lamentato una sesta marcia troppo corta, che non gli ha consentito di sfruttare le scie nei duelli ravvicinati. L’impressione, però, è che anche con l’ultimo rapporto lungo quanto avrebbe dovuto essere, oggi contro Lorenzo non ci sarebbe stato niente da fare.

Al terzo posto un Rossi autore della miglior gara che potesse fare, un po’ come Stoner l’anno scorso. Ha tenuto il passo della coppia di testa finché le gomme non hanno iniziato a deteriorarsi, e poi non ha potuto fare altro che limitare i danni. Dopo aver visto che non aveva possibilità di correre dietro a Lorenzo, ha quasi lasciato passare Pedrosa senza opporre resistenza, forse sperando che fosse in grado di ricongiungersi con il primo e rallentarne il passo. E’ comunque vero che, con questa, sono passate le due gare in cui le Bridgestone pagavano pegno, e dalla Cina – soprattutto pensando a che razza di motore ha oggi la Yamaha – l’azzardata scelta di Rossi dovrebbe iniziare a pagare dividendi.

Il binomio Ducati/Stoner ha pagato carissimo l’aumentato livello di competitività degli avversari. Sarà che aveva ragione l’ingegner Preziosi quando diceva che lo Stoner dell’anno scorso aveva fatto sembrare la Desmosedici più forte di quanto non fosse, fatto sta che quest’anno, con Yamaha e Honda tanto cresciute, sulla stessa pista dove l’anno passato il pilota era stato capace di limitare i danni correndo sopra i problemi, la compagine bolognese ha annaspato come non mai.

Nella seconda parte di gara la situazione è migliorata, ma è indubbio che la posizione di Casey sia anche figlia delle due cadute “eccellenti” di Dovizioso e Hayden. I due hondisti hanno pagato cara la voglia di fare bene che li ha portati a strafare. Da un punto di vista prettamente pragmatico, non si può fare altro se non dire che chi è causa del suo mal pianga sé stesso, ma considerando l’esperienza di Dovi e la situazione poco felice di Nicky, una caduta mentre lottano con i primi ci può anche stare.

Bella anche la gara di Edwards, anche se come al solito il texano è calato rispetto alle prove. Positiva senza riserve, invece, quella di Hopkins: finalmente in forma, ha portato la sua Kawasaki nelle prime posizioni, almeno finché il ritmo non è sceso fino a livelli stratosferici. La soddisfazione di essere davanti al campione del mondo a parità di gomme, e su una moto decisamente meno competitiva non è cosa da poco. E forse, questo potrebbe essere il risultato giusto per sbloccare qualcosa nel team verde, che al momento attuale, tra l’altro, corre con un pilota e mezzo: non è possibile che, anche in una gara dove la Ducati paga tanto pegno, West arrivi largamente ultimo, dietro anche a un De Puniet autore di un dritto.

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Anonymous
Spain
Madrid
del 13 aprile 2008

Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché Estoril non é una pista "bridgestone".

ciao
Rispondi

Edoardo Licciardello
Italy
Milano
del 14 aprile 2008

Difficile da dire, nel senso che sono considerazioni che si basano più che altro su statistiche: nel caso specifico, i piloti gommati Bridgestone, anche in stagioni brillanti come quella scorsa, sono sempre andati mali ad Estoril. In linea di massima, il fatto che una casa di pneumatici vada male su un circuito può essere dovuto a due fattori:

a) scelte di sviluppo che privilegiano soluzioni poco adatte alle condizioni meteo che si trovano in quel posto, e
b) il non avere una mescola che si adatti (o meglio, che si adatti molto peggio rispetto alla concorrenza) al tipo di asfalto di un determinato circuito.


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