Prima vittoria della giornata, ma dello spagnolo… sbagliato, o perlomeno di quello che non ci aspettavamo. E invece, Pedrosa ci ha dimostrato per l’ennesima volta che quando parte davanti sono grossissimi guai per tutti. Non c’è stato nessuno in grado di avvicinare il suo passo, nessuno ha mai dato nemmeno l’impressione di poterlo andare a prendere, se n’è andato e ha vinto con un’autorità che ricorda grandissimi campioni come Spencer o Rainey.
Ad un mese di distanza da quella gara a Losail in cui Dani aveva comunque dato spettacolo per diversi giri, prima che la mano destra iniziasse a fargli calare il ritmo, gli incubi di Pedrosa si dissolvono: quando si vince una gara così, il mondo sorride. Le prospettive del campionato assumono di colpo tutt’altra tinta, anche perché la Honda non è sicuramente in difficoltà come poteva sembrare nei test precampionato. Certo, arriveranno piste più difficili, ma nel frattempo, i dubbi relativi alla condizione tecnica e fisica di Pedrosa svaniscono.
Secondo un ottimo Rossi, primo tanto dei piloti Yamaha che di quelli gommati Bridgestone. Valentino ha dissolto diversi dubbi in merito alla sua scelta. La moto oggi va forte, le gomme non hanno mostrato quel crollo verticale visto in Qatar: il futuro, anche per lui, sembra roseo. Attenzione, però: Jerez era una pista su cui si era già provato, c’era già un assetto di partenza, e se è vero che Rossi e il suo team hanno fatto il solito “miracolino” del sabato notte, stavolta era possibile perché l’assetto di partenza era già pronto dopo i test IRTA dello scorso febbraio.
Dietro di lui un Lorenzo che rappresenta, volenti o nolenti, il grande sconfitto della giornata. Sia chiaro: un terzo posto, il secondo podio di fila, da parte di un esordiente è sempre un risultato da paura, ma dopo due giornate (e un warm-up) come quello di Jorge, non ci sono risultati accettabili se non la vittoria. Lorenzo ha accusato una gomma posteriore difettosa, e noi non abbiamo motivo per dubitarne, ma lo stesso pilota spagnolo è sembrato guidare in maniera un po’ diversa dal solito, meno convinto, come se qualcosa gli impedisse di rendere al meglio. Poco male, il campionato è ancora lunghissimo, e di piste su cui Lorenzo è forte ce ne sono ancora tantissime.
Alla grande gara dei primi tre fa da contraltare una giornata disastrosa per il campione del mondo Stoner. Già in difficoltà durante le prove, Casey in gara ha sbagliato davvero troppo, nel disperato tentativo di recuperare qualche punto e limitare i danni. Difficile fargliene una colpa: quando la situazione tecnica è così evidentemente di svantaggio, è normale che il pilota vada sotto pressione, e si prenda più rischi del dovuto. Del resto, anche con due errori grossi come quelli commessi oggi, Stoner ha tagliato il traguardo davanti a tutti gli altri piloti Ducati. Il che, sinceramente, non si sa se prenderlo come un complimento a Casey o una critica a Melandri, sul quale, francamente, non si sa davvero cosa dire. Marco ha i suoi difetti, ma il polso destro non è mai stato in discussione. La teoria più corretta è probabilmente quella che lui stesso ha enunciato ieri: lui e la moto non si piacciono vicendevolmente. Viene quasi da sperare che la stagione, per lui, finisca in fretta dietro le spalle.