Motomondiale
GP Jerez, 250: patatrac!
I contatti sono cose che nelle corse succedono, ma quando succede così è inevitabile che resti un fortissimo sapore d’amaro in bocca. Simoncelli e Bautista hanno dato vita ad una delle gare più belle degli ultimi tempi per la 250: hanno tenuto un ritmo incredibile, tiratissimo, con Bautista forte di una gran staccata e del motore della sua RSA, e Simoncelli incredibile nel recuperare in ingresso curva tutto quello che perdeva sul dritto, tanto per dimostrare che le mostruose prestazioni del warm-up non erano state certo un fuoco di paglia. Una gara tutta corsa in zona record della pista, che lasciava presagire un finale di gara pazzesco, con il fiato sospeso fino all’ultima curva. E invece ci siamo ritrovati quasi increduli, a vedere e rivedere le immagini del contatto fra i due. Insomma, ci aspettavamo un finale da Jerez 2006 e ci siamo trovati a bocca secca, come nel GP d’Australia di dieci anni prima. I due che lottavano per la vittoria eliminati da un tamponamento, e il terzo a goderne. A differenza di allora, quando Doohan e Criville finirono quasi alle mani nei box, subito dopo la caduta Marco e Alvaro si sono abbracciati. Del resto non poteva essere colpa di nessuno: una sbiellata è cosa che succede, ma è difficile accettare un finale del genere. Peccato, peccato… Gode il terzo, dicevamo: Kallio ha tagliato il traguardo quasi incredulo, con una mezza impennata e guardando il box e facendo il gesto dell’uno con la mano. Come se nemmeno il box avesse idea precisa di cosa fosse successo. Noi facciamo i complimenti a Mika, dato che non ha certo rubato niente, ma dovendo proprio gioire per una prestazione fortunosa, scegliamo di farlo per Pasini, che su una pista risultatagli indigesta fin dalle prime battute ha portato a casa un secondo posto che vale oro. O meglio, vale la testa della classifica, che il romagnolo mantiene di misura sullo svedese. E la posizione, Mattia l’ha voluta con determinazione, perché oggi in pista c’era il Takahashi dei giorni migliori. Il giapponese è rimasto praticamente l’unica bandiera della Honda (ci scusi Wilairot, ma il polso destro è un po’ diverso) con il difficile compito di portare a casa risultati nonostante la moto sia praticamente la stessa dell’anno scorso, per non dire due anni fa. Che già l’anno scorso, in mano a quel fuoriclasse di Dovizioso, faticava a tenere il passo di Aprilia e KTM, figuriamoci oggi. Bella gara quella di Aoyama, Barbera e Debon, ma i nostri complimenti – scusateci per il campanilismo – vanno a Locatelli. E’ vero, la moto è la stessa di Simoncelli e il tempo sul giro è diverso di oltre un secondo, ma Roberto aveva un conto aperto con Jerez de la Frontera. E forse, da stasera, avrà qualche fantasma in meno. Bello anche il decimo posto di Baldolini, mentre non hanno purtroppo concluso né Lai né Poggiali. Continuiamo ad avere fiducia… Foto: KTM/Kirn.
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| acealex Italy Milano | del 31 marzo 2008 A dire il vero Doohan e Criville non andarono per niente alle mani (come tutti pensarono potesse avvenire). Anzi, sono stati due signori; si sono incontrati in box, si sono dati la mano e hanno chiarito tra loro la manovra. merce rara ormai... Ma SuperPippo e Bautista hanno riportato un po' di sportività con quell'abbraccio. Rispondi |
| Anonymous Italy Rimini | del 01 aprile 2008 Rispondi |
| Edoardo Licciardello Italy Milano | del 01 aprile 2008 E' scritto "quasi" alle mani. E forse non ci si ricorda bene cosa successe nei box: non si sono affatto dati la mano. Doohan, dopo essere entrato nel box con passo da locomotiva, disse con tono tutt'altro che calmo "Devi rivedere il tuo modo di correre", Criville rispose "Ehi, so che non ti piace perdere", Doohan iniziò a parlare in maniera molto concitata, e un meccanico coprì la telecamera mandando via il giornalista prima che riprendesse cose troppo imbarazzanti. Giusto per amor di verità, perché Doohan, pilota che ho amato come pochi altri, era tante cose, ma un signore proprio no... Rispondi |
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