Jerez, la sfida sarà rovente.

di Edoardo Licciardello

Jerez, la sfida sarà rovente.

Lo si dice anche quando non è del tutto vero, ma la prossima sarà una gara davvero cruciale. Anche escludendo gli outsider, sono almeno quattro i piloti che puntano concretamente a vincere a Jerez, ognuno con motivazioni diverse, ma tutti con una posta in gioco più alta dei 25 punti che spettano al vincitore.

Si parte da uno Stoner (nella foto, impegnato nei test invernali sul circuito andaluso) che l’anno scorso, a Jerez, ha portato a casa uno dei suoi peggiori piazzamenti (se così si può chiamare un quinto posto...) l’anno scorso, e ha già messo in chiaro come non abbia la minima intenzione di ripetersi.

Vista la scioltezza con cui il campione del mondo ha portato a casa la BMW nei test IRTA, in condizioni che definire incerte è poco, le dichiarazioni prudenziali dei grandi capi Ducati fanno un po’ sorridere – Casey ha voglia di vincere anche lì, tanto per mettere in chiaro le cose. E magari demolire psicologicamente gli avversari, come faceva quel Doohan a cui inizia a somigliare sempre di più…

Non va sottovalutato Rossi, che qui a Jerez, l’anno scorso, ha interrotto una serie negativa che durava da cinque gare, proprio come quest’anno – era dai tempi del debutto in classe regina che Valentino non vinceva per tante gare. Quella andalusa è una pista “magica” per lui, avendoci conquistato una delle sue prime vittorie, anzi, la prima del 1997 (non nel 1996, come erroneamente hanno scritto alcuni – nella stagione del debutto Valentino vinse solo in Repubblica Ceca), quando poi portò a casa il primo titolo iridato in 125. A Jerez, il sette volte campione del mondo, su una pista in cui ha già provato le Bridgestone, deve convincere tutti della validità della sua scelta. Compito difficile, dato che il tracciato favorisce teoricamente le Michelin, ma dato l’impegno del gommista giapponese non certo impossibile. Resta da vedere se Bridgestone riuscirà a gestire la schizofrenia produttiva richiesta – le esigenze di Rossi e Stoner, accomunati dall’amore per le carcasse molto rigide, su altre cose come le gomme da qualifica sono quantomeno divergenti – mettendo entrambi in grado di vincere, perché ci sono altri che non stanno certo alla finestra.

Gli altri sono Pedrosa e Lorenzo. Entrambi in lotta per conquistare il cuore dei tifosi e le attenzioni della stampa in terra iberica, entrambi con una gran voglia di vincere la prima delle gare spagnole di quest’anno. Tutti e due sono sempre andati fortissimo a Jerez, tutti e due sono gommati Michelin, tutti e due hanno fatto una gara da paura in Qatar; uno ha il vantaggio dell’esperienza in classe regina ma paga una minor grinta nello scontro diretto, l’altro è un debuttante, ma compensa con classe e cattiveria degni dei più famosi “cannibali” dello sport. Vincere a Jerez significherebbe proporsi come vero rivale di Stoner, o quantomeno alternativa a Rossi: hai detto poco…

Insomma, si preannuncia una gara da paura. Non fosse che le previsioni meteo fanno temere il fondo bagnato, e con il regolamento del flag-to-flag sappiamo benissimo che razza di lotteria diventino le corse. Incrociate le dita, pregate Giove Pluvio o lo spirito del colonnello Bernacca, fate quello che volete: se il meteo ci grazia, potremmo vedere una gara tale da risollevare lo spirito. E far dimenticare tutti i discorsi relativi alle gomme just-in-time, l’elettronica e cose del genere. Speriamo…

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