Ora è ufficiale: si fa sul serio. E quando il gioco si fa duro, come diceva un famoso attore ora deceduto, i duri cominciano a giocare. Che Lorenzo fosse un duro lo sapevamo da tempo, che anche Toseland avesse, dietro quella faccia da bravo ragazzo che suona il pianoforte, la scorza del campione l’avevamo capito almeno da Magny Cours 2004. Edwards ci lasciava ancora qualche dubbio, ma tutto sommato anche lui non è certo un fermo. Per cui, mettendoci sopra la grandissima voglia di riscatto di Yamaha e Michelin, viene da concludere quasi automaticamente che questa prima fila della gara di Losail è la dimostrazione di bravura dei piloti, ma anche di tecnici ai quali il verdetto dell’anno passato non è andato giù.
Ma lasciamo stare i discorsi tecnici, per una volta, e togliamoci il cappello davanti al campione del mondo in carica della 250. Jorge ha fatto letteralmente paura con il suo giro sotto il limite del 54, e se anche non dovesse ripetersi in gara – anche solo perché le Michelin da gara non dovessero dimostrarsi all’altezza di quelle da tempo – l’impresa di stasera basta per farlo grande. E scatenare i paralleli con quel Biaggi che, a Suzuka, nel ’98…
Stupisce anche Toseland, non tanto per il manico che tutti sapevamo che avesse, ma per la rapidità con cui si è adattato alla GP provenendo da una SBK decisamente più “flessibile”. Poche balle, chi va forte va forte dovunque, pur con una moto che non è aggiornata quanto quella degli ufficiali del team Fiat.
In seconda fila, a riprova della relativa competitività delle Bridgestone da qualifica sull’asfalto del Qatar, quello Stoner che finora ha dominato tutte le sessioni a cui ha preso parte. Era andato fortissimo anche stasera, Casey, ma tanto per ribadire quanto detto, ha iniziato a scendere lentamente di posizione quando si è iniziato a montare le coperture da qualifica. Stesso discorso per Rossi, che con gomme da gara sembrava più a suo agio rispetto a ieri, ma arrivati alla stretta finale non ha potuto difendersi. Partendo in terza fila, anche la gara diventa un problema…
Meglio non parlare di problemi ai piloti Honda. Primo dei piloti della casa di Tokyo è quel De Puniet che tanto ha brillato nei test invernali, davanti addirittura ad un Hayden che corre con la moto dell’anno scorso. Pedrosa, un po’ perché guida veramente al contrario rispetto all’americano e un po’ perché per orgoglio deve fare il contrario, ha girato invece con la moto 2008, incassando però tre decimi. Tutti gli altri sono dietro, staccati di un’eternità.
Serata poco positiva anche per Kawasaki e Suzuki, con tutti i piloti indietrissimo – forse che le brillanti prestazioni degli anni passati fossero in gran parte dovute alle gomme? – e, Stoner a parte, anche per Ducati. Tanto per dimostrare a noi scettici che l’elettronica i miracoli non li fa: il fattore umano, nella fattispecie quello di un piccolo australiano con la faccia da Pierino, fa ancora una gran bella differenza. Non vediamo l’ora di vedere la gara…
I tempi:
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1 |
48 |
J.LORENZO |
YAMAHA FIAT |
1'53"927 |
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2 |
52 |
J.TOSELAND |
YAMAHA TECH 3 |
1'54"182 |
+ 0"255 |
|
3 |
5 |
C.EDWARDS |
YAMAHA TECH 3 |
1'54"499 |
+ 0"572 |
|
4 |
1 |
C.STONER |
DUCATI |
1'54"733 |
+ 0"806 |
|
5 |
14 |
R.DE PUNIET |
HONDA LCR |
1'54"818 |
+ 0"891 |
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6 |
69 |
N.HAYDEN |
HONDA HRC |
1'54"880 |
+ 0"953 |
|
7 |
46 |
V.ROSSI |
YAMAHA FIAT |
1'55"133 |
+ 1"206 |
|
8 |
2 |
D.PEDROSA |
HONDA HRC |
1'55"170 |
+ 1"243 |
|
9 |
4 |
A.DOVIZIOSO |
HONDA JIR |
1'55"185 |
+ 1"258 |
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10 |
21 |
J.HOPKINS |
KAWASAKI |
1'55"263 |
+ 1"336 |
|
11 |
7 |
C.VERMEULEN |
SUZUKI RIZLA |
1'55"540 |
+ 1"613 |
|
12 |
15 |
A.DE ANGELIS |
HONDA GRESINI |
1'55"692 |
+ 1"765 |
|
13 |
65 |
L.CAPIROSSI |
SUZUKI RIZLA |
1'56"070 |
+ 2"143 |
|
14 |
24 |
T.ELIAS |
DUCATI ALICE |
1'56"251 |
+ 2"324 |
|
15 |
56 |
S.NAKANO |
HONDA GRESINI |
1'56"434 |
+ 2"507 |
|
16 |
33 |
M.MELANDRI |
DUCATI |
1'56"730 |
+ 2"803 |
|
17 |
50 |
S.GUINTOLI |
DUCATI ALICE |
1'57"198 |
+ 3"271 |
|
18 |
13 |
A.WEST |
KAWASAKI |
1'57"445 |
+ 3"518 |