Interessantissime le dichiarazioni di Carlo Florenzano riportate nell’intervista che GPOne ci fa ascoltare: Honda correrà con un comando della distribuzione convenzionale, a molle, ovvero scartando (almeno per le prime gare – il sottoscritto azzarda un “almeno fino a Brno”, tanto per seguire le tradizioni della casa di Tokyo) il propulsore con valvole a controllo pneumatico che Hayden aveva provato tanto a lungo negli scorsi test di Sepang. Proprio l’americano aveva sollevato qualche perplessità, facendo notare come le prestazioni del motore “pneumatico” non fossero tali da giustificare una netta decisione in suo favore. Cosa non andasse non è dato saperlo, ma è lecito sospettare che, a fronte di un regime di rotazione massimo più elevato, il propulsore a distribuzione pneumatica si portasse dietro qualche altra magagna, magari relativa all’erogazione.
Notevole anche il fatto che il cambio di motore si porti dietro scelte relative anche alla ciclistica, dato che – come Florenzano sottolinea – gli attacchi motore sono diversi. Fosse solo quello il problema, viene da dire al sottoscritto, non sarebbe nemmeno una scelta degna di nota. Evidentemente, tanto la necessità di alloggiare la bomboletta dell’aria compressa (necessaria ad attivare il comando distribuzione – chi vide a suo tempo l’Aprilia RS3 da vicino sa che non è esattamente minuscola) quanto forse addirittura diverse misure, che potrebbero essere funzionali ad assecondare al meglio la differente erogazione del motore, rendono tale scelta significativa. La domanda che sorge spontanea è dunque: chissà cosa ne pensa Pedrosa, finora bastian contrario rispetto alle scelte di Hayden e sempre attento a difendere il suo status di pilota responsabile dello sviluppo della RC212V?