Test Jerez, day 2: a mente fredda...

Motomondiale

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di Edoardo Licciardello, pubblicato il 18 febbraio 2008

Test Jerez, day 2: a mente fredda...


“We could have been racing for a piece of bubblegum and everybody would’ve tried just as hard!”, dice Hayden nel comunicato stampa Honda – avrebbe potuto esserci un chewing-gum in palio e avremmo comunque tutti tirato al massimo, per chi non capisce la lingua d’Albione. Beh, se fossi in lui mi limiterei a parlare a titolo personale, altrimenti non si spiega come qualcuno sia uscito la mattina, durante i 40 minuti tutti in pista a rischiare scivoloni e dritti, e nel pomeriggio – con il sistema di cronometraggio ufficiale Dorna sempre in funzione – abbiano girato in quattro.

Perdonatemi la malignità (e francamente, per fugare i sospetti, credo che Hayden parli in buona fede, visto l’impegno che mette tutte le volte che sale in moto), ma credo che la BMW in palio – e le ovvie e tutto sommato giustificate pressioni della Dorna per offrire un antipasto televisivo di livello decoroso – sia stata l’unica cosa che ha convinto i piloti della MotoGP ad uscire in condizioni tanto incerte come quelle di ieri. A quindici giorni dal mondiale, mettersi a tirare su una pista mezza bagnata e mezza asciutta è un rischio non indifferente: se ci si fa male, non c’è tempo per recuperare. Non è un caso che Hopkins e Pedrosa, che stanno cercando di guarire più in fretta possibile da un infortunio, abbiano portato la giustificazione firmata dai genitori e se ne siano rimasti ai box: in quelle condizioni, girare non serve a niente (se non a conoscere le gomme per chi le ha cambiate…) ed è solo un rischio pazzesco.

Detto questo, credo che nessuno in quei quaranta minuti si sia risparmiato. E la cosa rende ancora maggior merito alla pazzesca prestazione di Stoner. Che è uscito con la pista ancora decisamente infida, e ha infilato una serie di giri impressionante: era solo al quinto passaggio, con gomme neanche troppo morbide, quando ha staccato il tempone che gli ha permesso di dominare la classifica. Ma diciamo di più: nel suo “stint”, ultimo neologismo di moda nel paddock che si limita ad indicare una serie di giri fra una pausa ai box e l’altra, ha girato per ben cinque volte meglio del secondo, tal Valentino Rossi da Tavullia, che si vocifera aver vinto qualche gara di primo piano, nella sua carriera.

Se non basta questo per togliersi il cappello davanti a Stoner, non saprei cosa debba fare il giovane australiano… anche se, permettetemi, guardando la situazione di ieri con occhio critico, si può sperare ancora di più in un mondiale combattuto. Perché il Valentino Rossi di cui sopra non aveva il minimo riferimento relativo alle Bridgestone da bagnato, né per quanto riguarda l’assetto, né per quanto riguarda…il polso destro. Insomma, la sfida a due potrebbe essere più vicina di quanto il “round zero” non lasci intendere. E la cosa non può che farci piacere. Speriamo solo che non si tratti solo di “wishful thinking”, per restare nella lingua inglese…

 

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