La querelle più seguita dall’estate a oggi pare avvicinarsi al termine: Rossi, finalmente, ha raggiunto un (prevedibilissimo – se si fanno i condoni per i signori nessuno che evadono per qualche milione, figuriamoci se non si fa uno sconto ad un atleta che dà lustro all’Italia…) accordo con il fisco, “patteggiando” una cifra attorno ai 35 milioni totali per gli anni fra il 2001 e il 2006. E’ direttamente l’ANSA a riportare la notizia, tanto per dare un’idea dell’eco che la faccenda aveva ormai assunto su tutti i mezzi d’informazione nazionali. Eco su cui, probabilmente, avevano spinto direttamente i poteri istituzionali: la guerra contro la politica fiscale del Regno Unito (che non prevede tassazione per i redditi ottenuti al di fuori del proprio territorio, e attira più di un multimilionario da diverso tempo) era uno degli obiettivi dichiarati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e l’operazione Rossi – sacrosanta, intendiamoci – ha un po’ il sapore del “colpirne uno per educarne cento”.
Interessante è anche la successiva dichiarazione di Rossi, che recita – stando al virgolettato della velina dell’Agenzia stampa più famosa d’Italia – "Per una serie di ragioni avevo già deciso di tornare a vivere in Italia. Londra è una città molto interessante, ma passare più tempo con la mia famiglia e i miei amici stava diventando un bisogno sempre più grande visto che i miei impegni in giro per il mondo mi fanno stare fuori per più di metà anno”. Per capirci, lo stesso iter seguito da Fisichella e altri sportivi e uomini di spettacolo. Lo sapevamo, che sicuramente non era il clima, e forse nemmeno l’esigenza di privacy ad aver attirato Rossi nella Perfida Albione…
Insomma, non capiremo mai se Valentino Rossi ha frodato il fisco oppure se è stato "convinto" con i tradizionali metodi italiani a scucire perchè in Italia tanto non c'è certezza del diritto...
Inserito: 12 febbraio 2008
Anonymous
Italy Trieste
non c'e' certezzadel diritto ma nemmeno della pena...