La Ducati non è la Ferrari? Questione solo di numero di ruote, date retta: bisogna essere in grado di suscitare passione vera per riempire Piazza Maggiore di tifosi urlanti.
Senza premi in palio se non il piacere di essere lì a trasformare Seven Nations Army in “Siamo campioni del mondo” come quando la nazionale ha vinto il titolo mondiale. E non in una calda sera di luglio, ma in un gelido pomeriggio di Dicembre, in cui dopo dieci minuti, se uno sta fermo, inizia a veder ballare davanti agli occhi immagine di serate davanti al camino con la coperta sulle gambe, le caldarroste e il vin brulè.
Evidentemente, Ducati scalda gli animi anche al di là dei modi di dire. Perché è bastato un DJ Ringo in forma smagliante per animare il pubblico, che già di per sé aveva dato vita a cori spontanei e improvvisate photo-session. Anche momenti che in altri frangenti verrebbero considerati poco più che riempitivi, come il balletto dedicato alla presentazione dell’abbigliamento Ducati, sono stati seguiti ed applauditi grazie ad una colonna sonora coinvolgente.
Bello anche scoprire che un Giuseppe Giacobazzi, comico di lunga esperienza locale, recentemente approdato alla fama nazionale grazie a Zelig, è lì per passione oltre che per ingaggio. Sa di cosa sta parlando, con un pezzo in pieno stile che tocca aspetti di Ducati che, senza essere motociclisti e appassionati veri, non si conoscono. E il pubblico lo capisce subito, tributando i dovuti applausi al comico e al successivo Gerry Scotti che – il mestiere si vede – riesce a far divertire anche presentando gli sponsor della manifestazione.
Si prosegue chiaramente in crescendo, ma dopo è facile entusiasmarsi: Bayliss resta senza dubbio il più amato dei ducatisti, mentre serpeggia un po’ di malinconia – ma anche gratitudine vera – per un Capirossi che ha voluto comunque essere presente a salutare tutti i tifosi che per quattro anni si sono spellati le mani ad applaudirlo. Non c’era Stoner, a causa dell’infortunio nei recenti test, ma il pubblico ha comunque apprezzato molto l’altro giovane su cui Ducati sta puntando tantissimo (e visti i risultati nei test della MotoGP, difficile dargli torto), ovvero quel Canepa che ha sviluppato la nuova 1098 dopo averla portata al successo nel 2007 in forma di STK nella coppa continentale.
Il concerto di Roy Paci, che ha metaforicamente accompagnato la gente a cena, è stata degna conclusione di una kermesse emozionante e coinvolgente, che ha visto una partecipazione fortissima di tifosi (e motociclisti) di Bologna e provincia. Non ricordiamo di altre case capaci di farlo, nel freddo di Dicembre. Non si può che augurare a Ducati, usando le parole di Giacobazzi, “visto che quest’anno li abbiamo suonati per benino, il prossimo vediamo di passarci proprio sopra, così ci togliamo il pensiero”. Chissà se basterà a convincere il grande pubblico che Ducati – che grande lo era già, se non in termini di numeri, in termini di bravura – è diventata finalmente grandissima…