Motomondiale
GP Valencia, FP1-2 MotoGP, Stoner in caccia.
L’unica cosa ormai rimasta in ballo, in quest’ultima gara della MotoGP di Valencia, è un record di vittorie che Stoner potrebbe eguagliare se vincesse, e l’intenzione dell’australiano, a vedere almeno i cronologici, è proprio quella. Ancora una volta è proprio il nuovo campione del mondo a condurre le danze fin dalla prima sessione, determinato a battere gli avversari fino dalle prove. Se la prima posizione non sorprende, per la seconda piazza è tutt’altro discorso: troviamo infatti la Yamaha gommata Dunlop di Guintoli, che con ogni probabilità – sfruttando l’assenza di vincoli sul numero di gomme nel singolo weekend – ha “sparato” una copertura da qualifica già nelle libere per fare un po’ di sensazione. In una gara di saldi di fine stagione, in cui tutti gli addetti ai lavori pensano più ai test dei prossimi giorni che non alla gara stessa, fa piacere vedere che ci sia chi pensa anche allo spettacolo, e al motivo per cui – almeno teoricamente – è qui. Al terzo posto l’indiscusso eroe locale Pedrosa, sulle spalle del quale grava il pesante impegno di dover dare alla Honda una seconda vittoria nella stagione, tanto per cancellare dalla mente di molti il sospetto che la casa più forte del mondo abbia conquistato una gara solo perché Dani si è trovato nella sua situazione ideale – partire davanti e andare via – su un circuito in cui le Michelin avevano indubbiamente un forte vantaggio sulle Bridgestone. Al quarto posto un Melandri che cerca di salutare il team Gresini nel migliore dei modi. Certo che se le Honda ufficiali arrancano, per la sua è sicuramente più difficile lottare con i primi. Piuttosto, finalmente rivediamo una Suzuki davanti con il bel quinto posto di Vermeulen, a poco più di mezzo secondo dalla pole. Dietro di lui De Puniet, che precede Barros e Rossi. La pista di Valencia non è esattamente la più tecnica e selettiva del mondiale, ma fa piacere vedere rappresentati in otto posizioni un ben “groviglio” di marche di moto e gomme, tanto per mettere un po’ a tacere le polemiche su cui – più che sullo sport vero e proprio – quest’anno si è basato il mondiale. Considerando che i primi dodici piloti sono racchiusi in un secondo, e che Roberts a parte il distacco è inferiore al secondo e mezzo, speriamo di vedere una gara all’altezza del titolo di “classe regina” di cui si fregia la MotoGP… I tempi:
|
|
| Attenzione: si prega di non utilizzare un linguaggio offensivo, eventuali commenti volgari o offensivi saranno rimossi, così come link non giustificati. I commenti sono inseriti dai lettori, che se ne assumono la responsabilità |
|
Non sei registrato? Registrati, è gratis! |
|
|
Commento |
|

