In previsione del GP della Malesia del prossimo fine settimana, l'asfalto del circuito di Sepang - che dista circa una cinquantina di chilometri da Kuala Lumpur - è stato interamente rifatto dopo il GP di Formula 1, facendo salire la pressione ai responsabili di Bridgestone, Michelin e Dunlop che dovranno cercare di capire quali mescole e carcasse renderanno al meglio.
Nessun riferimento dunque per i team, ma sembra che la superficie sia particolarmente abrasiva, e che i pnaumatici ancora una volta quest'anno potrebbero giocare un ruolo decisivo in gara.
Jean-Philippe Weber, responsabile Michelin, non esita ad esternare i suoi dubbi: "Un nuovo asfalto e temperature elevate significano problemi per la durata delle gomme, sarà quindi una bella sfida per tutti i produttori di pneumatici. Per complicare ulteriormente le cose, l'asfalto è stato rappezzato per sistemare alcune buche. Ovviamente abbiamo già delle informazioni di base sul genere di asfalto che troveremo, ma nessuno saprà come reagiranno le gomme fino a che non saremo lì".
Anche Hiroshi Yamada, responsabile Bridgestone, sembra avere gli stessi problemi: "Sepang è il circuito più lungo del campionato con due rettilinei di circa 1 km, richiede molta potenza ai motori ed un buon assetto in frenata per via delle staccate ad oltre 300 km/h. Si passa molto tempo sulla parte centrale del pneumatico, e con le alte temperature che ci sono di solito in Malesia significa usare mescole dure sia all'anteriore che al posteriore. La pista inoltre è stata completamente rifatta, per cui nelle prime sessioni cercheremo di capire se il nostro materiale di base potrà andar bene".