10 a Stoner. Sciolta la tensione per il titolo, torna il killer del resto della stagione: pronti-via, dalla partenza al traguardo nessuno è come lui. Anche in una gara dove, a guardare gli altri, le Bridgestone non sono in vantaggio. Complimenti a lui e a Ducati, altro che palle.
9 a Capirossi. Qui a Phillip Island ci ha vinto il suo primo titolo mondiale – ci sarà un perché se qui fa sempre sfracelli. E senza la partenza al rallentatore, chissà, forse Stoner avrebbe dovuto sudare un po’ di più.
8,5 a Rossi. La sua Yamaha, senza motore “pneumatico”, è lenta e si vede, lui ci mette comunque tutto quello che può di suo. Alla fine, la gomma lo molla, ma se anche avesse tenuto, contro i due alfieri Ducati, domenica, non ci sarebbe stato nulla da fare. Lui lo sa, ma continua ad accusare il gommista. Saprà qualcosa che noi non sappiamo.
8 a Pedrosa. Tira le staccate, lotta finché può, mostra una grinta che finalmente si sta trovando dentro. Non è al livello di Rossi? Difficile farne una colpa a chiunque. E ci vogliono palle d’acciaio per partire come ha fatto lui dopo lo scherzetto giocatogli dall’elettronica alla mattina.
8 a Hayden. Parte, rimonta, e molla lì la moto accontentandosi di qualche cazzotto al serbatoio quando la 212 lo pianta in asso. Altri gli avrebbero dato fuoco, anche perché, se va bene, sta ricominciando a provare soluzioni che, l’anno prossimo, serviranno… a Pedrosa.
7 a Barros. Difficile che la sua Ducati e le sue Bridgestone siano uguali a quelle del team ufficiale, a questo punto della stagione, ma lui a Phillip Island vola anche con una carriola, e non si tira indietro quando si tratta di dimostrarlo. La classe, a volte, conta più della grinta giovanile.
S.V. a Hopkins e Vermeulen. La Suzuki, per qualche motivo, è allergica al tracciato di Phillip Island, loro non si tirano indietro ma i risultati non ripagano dello sforzo profuso. In Malesia, tradizionalmente, la GSV-R va decisamente meglio…
6 a Melandri. Non fa niente di scorretto nel lottare nei primi giri anche se è nelle retrovie, certo che però, a fare così, le gomme si consumano, i primi scappano, e non ci si fanno molti amici fra chi avrebbe il passo per andare a recuperare i leader. Un pilota della sua esperienza dovrebbe avere il senno di temporeggiare di più e tenersi le cartucce per il finale...
4 a Nakano. Dietro di lui solo la moto di Roberts. Non ne ha più voglia e va bene, ma nella giornata in cui le Michelin vanno bene, almeno mantenere la dignità...
Foto: Ducati Corse