Che Stoner ci tenesse, a vincere sulla pista di casa, era evidente fin dalle prove. Che ci riuscisse con l’autorità vista oggi, però, era tutt’altro discorso: non è per niente semplice vincere una gara così, nemmeno quando sotto hai una moto come la Ducati Desmosedici di quest’anno e le gomme Bridgestone, ormai diventate l’oggetto del desiderio di tutti quelli che… non le hanno. No, la vittoria di oggi non è maturata per una comunque indiscutibile superiorità tecnica. La vittoria, oggi, Stoner se l’è portata a casa perché è un gran bel pilota, e perché lo voleva fortissimamente. Dopo aver conquistato un titolo con una gara opaca, la voglia di vincere davanti al suo pubblico era fortissima. E’ bastato sciogliere la tensione per rivedere il micidiale pilota di inizio stagione, quello che tira il collo alla sua Desmosedici come nessun altro ci riesce.
Un discorso molto simile lo si può replicare per Capirossi, che con la fortunosa vittoria di Motegi – dove ci ha messo tanto del suo, ma il tempismo nel cambio gomme è stato fondamentale – ha ritrovato quella serenità e quella convinzione necessarie per tornare a fare bene. A fare gare come questa, in cui un inizio di gara un po’ al rallentatore a causa di una partenza del gruppo è stata solo il preludio ad una bellissima rimonta, fatta di tempi sul giro micidiali e di avversari saltati come birilli. Viene da pensare a cosa sarebbe potuto succedere se Loris fosse riuscito a partire attaccato al compagno di squadra.
Al terzo posto un Rossi che, come purtroppo spesso negli ultimi tempi, ha lamentato problemi di gomme. Dalla sua analisi della gara emerge un cedimento della gomma sul lato sinistro, che lo ha costretto a rallentare progressivamente il ritmo e a portare a casa il risultato senza prendere troppi rischi. Ormai l’impressione è che, al di là della situazione tecnica, fra Valentino e la casa del Bibendum i rapporti si siano ormai definitivamente incrinati. Da qui tutte le voci che vogliono Yamaha interessata ad una fornitura del gommista giapponese, e non è un caso che la stessa casa francese abbia avuto parole molto pesanti per Rossi. L’impressione, dall’esterno, è però che le gomme abbiano responsabilità abbastanza relative in merito alla sconfitta di quest’anno: la Yamaha paga ancora tanto, quanto a progressione in rettilineo, tanto a Honda che a Ducati. Guardate dove è arrivato Edwards, oggi come in tutte le altre gare dell’anno…
Al quarto posto si è piazzato uno splendido Pedrosa, grintoso come poche altre volte quest’anno in frenata e negli scontri diretti con Rossi e Melandri. Oggi la Honda era in discreta forma, visto anche quello che ha messo in mostra Hayden prima della rottura che lo ha costretto al ritiro, ma non è stata la moto a farlo andare così forte. Dani ci ha messo tanto del suo, come ha fatto vedere in prova: lo ripetiamo per l’ennesima volta, lo spagnolo sta crescendo lavorando su quelli che erano i suoi più grossi difetti. Ora è consistente, grintoso e non si fa intimidire – intendiamoci, non è ancora diventato un Capirossi, ma è sulla strada giusta. E il fatto che stia lavorando sul cambiare il proprio stile di guida la dice lunghissima: è una delle scelte più difficili da prendere e da seguire per un pilota, specie se quello stile di guida gli ha comunque permesso di vincere tanto, prima.