Motomondiale
GP Phillip Island, FP MotoGP: Stoner domina.
Pista di casa per Stoner, tensione allentata dopo la conquista del titolo iridato, e rispunta quel pilota dall’efficacia micidiale che abbiamo visto per tutto il campionato. Velocissimo, praticamente inavvicinabile, nella prima sessione di tempi, in sostanzioso vantaggio anche nella seconda, in cui (come da tabella sotto) ha addirittura perso un decimo, rifilandone comunque poco meno di tre al migliore degli inseguitori. Parliamo pure di gomme finché vogliamo, ma quando si gira così con il vento e il freddo che c’erano oggi – e un altro pilota di casa come Vermeulen, da sempre specialista dei fondi con scarsa aderenza, non va più in là del quattordicesimo posto a oltre due secondi e mezzo – significa che manico del pilota e qualità del mezzo, le altre due componenti dell’equazione, ci sono e basta. La scivolata di fine turno, che i ragazzi di Ducati non hanno ancora saputo spiegarsi, ci sta: il vento sarà calato, ma se si va tanto forte rispetto agli altri, significa che il limite è sempre vicino. Al secondo posto si piazza un “affamato” Melandri, anche lui evidentemente capace di sgombrare la testa dalle polemiche – sempre relative alle gomme – che ha alimentato nei giorni scorsi. Il ravennate ha rifilato una discreta pettinata al compagno di marca “ufficiale”, Pedrosa, che incassa ben mezzo secondo da Stoner. Tra l’altro, pur mettendo in conto il fatto che Dani non è mai stato pilota dalla partenza bruciante nel primo giorno di prove, la differenza fra lo spagnolo e l’italiano è sensibile anche in termini di passo: mentre Marco ha battuto diversi tempi sotto il piede del 32, e il giro veloce non è molto diverso da quelli tenuti sul finire della sessione di prove, la miglior prestazione di Pedrosa è abbastanza isolata, quasi a voler indicare un giro “alla morte”. Attendiamo riscontri più affidabili. Apre la seconda fila un Rossi all’ultimo cambio di livrea della stagione. La moto Abarth fa un po’ specie (splendida invece la livrea Sheene replica sulla moto di Vermeulen), ma del resto è solo perché abbiamo già superato lo stupore del vedere il marchio FIAT sulle carene di una due ruote. Valentino pare tornato provvisoriamente al motore con distribuzione tradizionale, il che confermerebbe come quello a valvole pneumatiche dia vantaggi in termini di accelerazione più che di velocità di punta, chiedendo in cambio un tributo in termini di affidabilità, altrimenti non ci si spiega come mai lasciarlo a casa su una pista con un tratto tanto veloce come quella australiana. Anche per lui, il giro veloce è arrivato tardi, ed è l’unico sul piede dell’1’31”. Le prospettive non sono esattamente brillantissime. Buona la prestazione di De Puniet e Barros, più avanti del solito anche se solamente in qualifica. Meno, alla luce di quelle di Stoner e Pedrosa, quelle di Capirossi, Hayden e soprattutto Edwards, che accusano distacchi davvero pesantissimi dai rispettivi capisquadra. Negativo anche il giudizio sulla sessione di West, che alla luce della sua esperienza su fondi difficili e del distacco dal compagno di marca, sulla sua pista doveva fare di più. I tempi:
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