Jorge Lorenzo non è stato – scherzosamente – a caso ribattezzato il Chuck Norris della 250, facendo riferimento ai siti parodistici che decantano l’onnipotenza dell’attore statunitense. Quando uno si presenta, e, pronti-via, rifila più di sette decimi al più vicino degli inseguitori – quel Barbera che brilla sempre più raramente, e quasi sempre di luce riflessa dal connazionale quando per qualche motivo avvia con lui qualche scaramuccia – significa che, scusate il gergo, ne ha di più. Jorge potrebbe chiudere già qui il discorso titolo, e la cosa evidentemente gli dà una spinta in più: è bello rivederlo tanto brillante, perché a dire la verità, nelle ultime gare l’avevamo trovato un po’ remissivo…
La prestazione di Lorenzo è ancora più brillante se si considerano quelle di chi chiude la prima fila: dite quel che volete, non è normale che De Angelis e Dovizioso si becchino più di un secondo. Il primo magari se l’è presa un po’ comoda in attesa di condizioni meteo migliori e più “sicure”, il secondo, invece, temiamo possa risentire delle non eccelse prestazioni della sua Honda su un tracciato tanto veloce come Phillip Island. E non ci sono nemmeno troppi punti in cui Andrea possa sfruttare la sua ormai assodata abilità quando si tratta di attaccarsi ai freni…
Molto bene Simoncelli, che in questa sessione brilla al punto da aprire la seconda fila – del resto, sappiamo bene come non sia la velocità a mancargli. Forse ci si aspettava qualcosa di più da Bautista, il cui distacco si fa pesante, ma come già detto, siamo solo al primo giorno di prove. Strano vedere così indietro anche Aoyama, ma si tratta probabilmente dell’ennesima conferma dell’incredibile prestazione del campione del mondo.
Male, in generale, gli altri italiani. Solo dodicesimo Locatelli, addirittura diciannovesimo Lai, ventunesimo Baldolini e ventiquattresimo l’esordiente di categoria Sandi. Speriamo che le prove di domani ci raccontino una storia differente…
I tempi: