In Bridgestone, forse, qualcuno sta iniziando a preoccuparsi. La risposta di Michelin all’offensiva della casa giapponese, che già aveva messo le ali a Honda e Yamaha all’Estoril, qui a Motegi – tradizionalmente roccaforte Bridgestone – è arrivata a monopolizzare la prima fila. Pole position ad un fantastico Pedrosa, che fresco di rinnovo con Honda (ma è proprio sicuro di volere le Bridgestone?) ha pensato bene di strappare la pole in extremis a un Rossi e ad una Yamaha completamente trasformati rispetto a ieri. Valentino e la M1 hanno detenuto la prima posizione praticamente fino allo scadere dell’ora di prove, quando Dani, con un giro eccezionale, gli ha rifilato quasi quattro decimi.
Completa il trionfo del gommista francese (mentre Dorna parla di monogomma, e la 250 si avvicina stranamente alla F-X statunitense, feudo Honda per eccellenza) l’Hayden dei giorni migliori, che in questa seconda metà di stagione si sta togliendo tutte le soddisfazione negategli da una moto (e a questo punto forse anche una gommatura) non in grado di assecondare il suo stile di guida.
La seconda fila è tutta Bridgestone, ma Stoner è solo nono, e nervoso come ieri, tanto da beccarsi un decimo da Capirossi. Certo, un mondiale, se non lo hai mai vinto, è roba che fa brutti scherzi quando sei lì lì per portarlo a casa, quindi tutto normale – in gara scommettiamo che Casey avrà la mente sgombra e lotterà come un leone. Ma il fatto che i piloti Michelin siano velocissimi anche con gomme da gara potrebbe rovinare la festa programmata da Ducati e Bridgestone, che sarebbero contentissimi di vincere il titolo nella tana del lupo i primi, e in casa i secondi.
Seconda fila, dicevamo, per De Puniet e West, separati da Elias. Le Kawasaki, evidentemente, si adattano piuttosto bene al tracciato di Motegi, a differenza di quanto avviene alle Suzuki: Hopkins è undicesimo, Akiyoshi (che la pista la conosce piuttosto bene…) tredicesimo e Vermeulen addirittura diciassettesimo, dietro alla Yamaha gommata Dunlop di Tamada, per la quale la magia dell’Estoril sembra esaurita. Era davvero da tanto tempo che non vedevamo le Suzuki partire così indietro – d’altra parte, una pista ostile, sull’arco di una stagione, può pure starci.
Si sperava in qualcosa di meglio anche per Melandri, che ieri sembrava decisamente più competitivo, ma considerando le recenti prestazioni in gara, i tifosi del ravennate possono stare tranquilli: domani andrà sicuramente meglio.
I tempi: