Motegi è la pista di casa della Honda, e pare proprio che la casa di Tokyo abbia tutte le intenzioni di proseguire, sfruttando il fattore campo, in quel percorso di resurrezione iniziato al Sachsenring e che la vede protagonista di una forte crescita in questo finale di stagione. E non c’è da stupirsi che sia Pedrosa a condurre l’offensiva, fra i piloti in sella alla 212: il tracciato è favorevole alle Bridgestone (basta guardare la classifica, del resto) ma lui ci è sempre andato fortissimo. Mettiamoci anche che la querelle fra il suo manager e la Honda è finalmente terminata (come se qualcuno avesse mai creduto seriamente alla possibilità del divorzio…) e il risultato è un giro spettacolare, unico al di sotto dell’1’48”.
Più indietro del previsto, con motivazioni diverse, gli altri due protagonisti di questo finale di campionato. Stoner, nonostante le gomme siano quelle giuste e la Desmosedici sia particolarmente adatta ad un tracciato tutto frenate e accelerazioni – come del resto dimostrano i risultati degli anni passati – è apparso un po’ contratto, e tanto nervoso da battibeccare in pista con Checa. Il nervosismo inizia forse a farsi sentire, anche se la gara, solitamente, ha poteri taumaturgici a riguardo. La seconda “delusione” viene da Rossi, che nella sessione del pomeriggio ha fatto solo nove giri a causa di una rottura del motore. Gli spettri di Misano si sono improvvisamente ravvivati, anche se il problema doveva essere stato archiviato…
Brillano così De Puniet, Melandri e Hopkins, protagonisti di una specie di gioco dei quattro cantoni (rispettivamente in partenza verso Honda, Ducati e Kawasaki), tutti e tre gommati Bridgestone. Del resto, tutti e tre sono sempre andati molto forte a Motegi, e domenica è lecito attendersi grandi scintille. Magari con l’inserimento una tantum di Akiyoshi, collaudatore Suzuki in gita premio che ha rinverdito i fasti delle wild card giapponesi anni ’80 al GP di Suzuka. Figura che, ci scommettiamo, avrebbe voluto fare anche Shinichi Ito, per il quale però i risultati, sulla Ducati d’Antin, non sono altrettanto belli.
Decisamente in crisi anche Vermeulen, che continua dove aveva lasciato domenica scorsa all’Estoril. L’australiano ha qualche difficoltà nel trovare il ritmo qui a Motegi, ma l’impressione è che ci sia qualcosa di più pesante dietro: le caratteristiche del tracciato sono completamente diverse da quelle della pista portoghese, i risultati identici. Meglio indagare più a fondo. In ritardo rispetto al compagno di squadra anche Hayden, ma visto l’andazzo delle prove dell’Estoril, aspettiamo domani pomeriggio prima di dare giudizi.
Voto positivo, invece, per le prove di Capirossi e Tamada. Loris è indietro, ma prende solo un decimo da Stoner ed è in forte recupero da stamattina (d’altronde, gli anni passati andava come una furia, qui) mentre il giapponese, oltre all’essere su una pista di casa – ha fatto il collaudatore per diversi anni per Bridgestone e Honda – può sfruttare anche gomme Dunlop che già dalla gara scorsa sembrano in netta crescita. I presupposti per una bella gara ci sono tutti.
I tempi:
|
1 |
|
26 |
D.PEDROSA |
1'47"865 |
|
|
2 |
|
14 |
R.DE PUNIET |
1'48"254 |
+ 0"389 |
|
3 |
|
33 |
M.MELANDRI |
1'48"351 |
+ 0"486 |
|
4 |
|
21 |
J.HOPKINS |
1'48"361 |
+ 0"496 |
|
5 |
|
27 |
C.STONER |
1'48"444 |
+ 0"579 |
|
6 |
|
64 |
K.AKIYOSHI |
1'48"457 |
+ 0"592 |
|
7 |
|
65 |
L.CAPIROSSI |
1'48"499 |
+ 0"634 |
|
8 |
|
13 |
A.WEST |
1'48"529 |
+ 0"664 |
|
9 |
|
1 |
N.HAYDEN |
1'48"552 |
+ 0"687 |
|
10 |
|
6 |
M.TAMADA |
1'48"581 |
+ 0"716 |
|
11 |
|
5 |
C.EDWARDS |
1'48"614 |
+ 0"749 |
|
12 |
|
56 |
S.NAKANO |
1'48"697 |
+ 0"832 |
|
13 |
|
7 |
C.CHECA |
1'48"715 |
+ 0"850 |
|
14 |
|
46 |
V.ROSSI |
1'48"736 |
+ 0"917 |
|
15 |
|
24 |
T.ELIAS |
1'48"827 |
+ 1"016 |
|
16 |
|
50 |
S.GUINTOLI |
1'49"383 |
+ 1"518 |
|
17 |
|
4 |
A.BARROS |
1'49"392 |
+ 1"527 |
|
18 |
|
71 |
C.VERMEULEN |
1'49"555 |
+ 1"690 |
|
19 |
|
87 |
A.YANAGAWA |
1'50"229 |
+ 2"364 |
|
20 |
|
72 |
S.ITO |
1'50"769 |
+ 2"904 |
|
21 |
|
80 |
K.ROBERTS |
1'51"167 |
+ 3"698 |