GP Estoril, MotoGP: gara all'ultima frenata.

In Motomondiale

di Edoardo Licciardello, 16 settembre 2007
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GP Estoril, MotoGP: gara all''ultima frenata.



Finalmente una gara degna della massima categoria! Una gara che si chiude nelle ultime battute, senza fughe solitarie, con sorpassi tirati, in staccata, fatti di manico e non per mostruose disparità tecniche.

E’ stato solo un peccato che a ravvivare lo spettacolo, là davanti, non abbia potuto esserci anche Stoner, ma stavolta erano le Michelin le gomme più prestanti, e un problemino alla frizione ha completato il quadro. Ma andiamo con ordine.

Stavolta non è andato storto niente, complimenti a Yamaha e Michelin. Il nuovo motore a valvole pneumatiche sta finalmente colmando una parte del gap prestazionale con Honda e Ducati, la nuova famiglia di gomme Michelin funziona a meraviglia, e Rossi non ha deluso le aspettative. Come a dire: quando le cose vanno come devono andare, Rossi resta il migliore. Valentino ha corso una gara che non gli si vedeva fare da tanto tempo: ragionando, studiando la situazione e colpendo con precisione letale. Grandissimo, immenso, anche nell’onestà di riconoscere il vantaggio di cui godeva relativamente ai pneumatici. Oggi non ce n’era per nessuno.

Non è bastato nemmeno un Pedrosa in grandissima forma, incisivo in frenata come non mai e capace di guidare in derapata con una confidenza sconvolgente. Daniel ha concluso secondo ma con un distacco praticamente minimo: mai come oggi è sembrato all’altezza di Rossi, mai prima lo spagnolo aveva passato il rivale in staccata, o lo aveva costretto ad andare largo in fondo al rettilineo in un duello con la leva destra. Non ha più quella staccata anticipata e quell’ingresso d’abbrivio da 250 che l’anno scorso lo aveva tanto penalizzato negli scontri all’ultimo sangue (e aveva causato più di un contatto, compreso quello dell’Estoril con il compagno di squadra), è cresciuto tantissimo. Certo, lo scontro diretto con Rossi lo vede ancora perdente, ma non stiamo parlando di uno qualunque, ma del riferimento della categoria, in caso qualcuno se ne fosse dimenticato.

Terzo un ottimo Stoner, che dopo un avvio fulminante ha dovuto cedere al ritmo più elevato del duo di testa. Ma diciamo le cose come stanno: le Bridgestone, oggi, non erano le gomme più in forma (guardate la classifica…) e i diversi “larghi” fatti da Casey confermano senza ombra di dubbio il problema tecnico alla frizione. Al giorno d’oggi anche una cosa del genere – che costringe ad entrare in curva come su un due tempi, senza poter sfruttare la potenza frenante del motore – è un problema insormontabile, che non consente di lottare per la vittoria. Tanto di cappello a Stoner che è riuscito a restare attaccato a due piloti tanto motivati come erano oggi Rossi e Pedrosa.

Ottimo quarto Hayden. Nicky, dopo la pole di ieri, evidentemente ha trovato il bandolo della matassa di un assetto che, con le gomme da gara, fino a sabato mattina non lo soddisfaceva. E’ bello rivederlo a lottare con i primi: verso metà gara sembrava quasi che potesse ricongiungersi con il compagno di squadra e lottare per la vittoria. Un po’ sconcertante il confronto con Melandri, che in rettilineo è apparso in netta inferiorità tecnica rispetto alle moto ufficiali. Non si capisce bene quale sia il livello di appoggio di cui gode il ravennate da parte della Honda, a questo punto, ma la cosa non fa che aumentare la voglia di vederlo in sella alla Desmosedici…



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