Forse a Talmacsi sarà tornato in mente il sorpasso che aveva effettuato ai danni di Kallio in Qatar, due anni fa, quando stavolta è stato il suo compagno di squadra Faubel a sverniciarlo sul rettilineo del traguardo. L’ungherese, che ha proprio nello spagnolo il principale rivale nella rincorsa al titolo iridato, ha cercato in tutte le maniere di metterselo dietro. Ma nonostante un gran bel sorpasso alla staccata che precede il “cavatappino”, troppa è stata la differenza in uscita dall’ultima curva – e forse troppa anche la differenza in progressione fra la sua RS e la RSA di Hector – per riuscire a restare davanti. Faubel non ha quasi nemmeno dovuto prendere la scia per passarlo in volata, e ora il mondiale è più tirato che mai.
Al terzo posto troviamo un incredibile Espargaro. Il sedicenne spagnolo, che fin dall’anno scorso i più inseriti nella realtà spagnola presentano come fenomeno, ha tenuto il passo di piloti ben più esperti di lui, sia pure prendendosi qualche rischio di troppo – per capirci, è stato bravissimo ma anche abbastanza fortunato a restare in piedi. Da tenere d’occhio per il futuro: se riuscisse ad unire alla sua velocità una bella testa…
Quarto un ottimo Corsi, che si è fatto vedere diverse volte con attacchi incisivi ed efficaci, ma che ha dovuto mollare un po’ alla fine, per portare a casa punti pesanti. Ci vuole anche questo. Bravo anche De Rosa, che ha chiuso ottavo, nonostante qualche strascico polemico per la sua irruenza. E’ giovane ed è normale che sul finale di gara il sangue si faccia un po’ più caldo del solito. Complimenti anche a Bianco, che conquista un bel punto mondiale.
Pasini, con la scivolata di oggi, deve salutare definitivamente le speranze di conquistare il titolo iridato. Chi cade ha sempre torto, è vero, ma nella sua situazione, a questo punto, non poteva fare altro se non rischiare il tutto per tutto: unico obiettivo, la vittoria. Con la speranza che Talmacsi e Faubel portassero a casa il meno possibile. A posteriori possiamo fargli i complimenti per la splendida rimonta che gli è valso l’ottavo posto, ma il rimpianto resta davvero enorme.
Così all’arrivo: