E’ bastato pensare che Hayden fosse nuovamente in crisiper rivederlo velocissimo e capace di staccare, in extremis, una pole position pazzesca – uno dei controsensi dell’uso di gomme da qualifica. Nicky è saltato dalla quindicesima posizione, in cui era con le gomme da gara, alla prima con quelle da qualifica: domani ci vorrà qualcosa di diverso da oggi per rivederlo lì davanti. In casa Honda, invece, è eccezionale il passo di Pedrosa, che però non ha saputo o potuto sfruttare adeguatamente le coperture da qualifica e non è andato più in là del quinto posto. Al contrario del compagno di team, però, domani è molto probabile che lo vedremo là davanti, a lottare per la vittoria.
“Solo” secondo Stoner, apparso poco soddisfatto della sua situazione. Curioso, visto che nelle tre sessioni di libere si è dimostrato praticamente imprendibile per tutti. In questa sessione di qualifiche non ha praticamente girato, forse per coprire le sue carte, ma dalle sue dichiarazioni – e dalla sua espressione – è sembrato che qualcosa non sia andato come doveva. L’aver perso la pole per quattro centesimi non ci sembra una motivazione sufficiente. Forse, una spiegazione si può cercare nelle prestazioni più brutte del solito di Capirossi e dei piloti del team Pramac d’Antin: evidentemente, qui la Desmosedici non è al massimo della forma, e forse nemmeno le Bridgestone lo sono.
Terzo un Rossi che, problemi di gambe a parte (a quanto pare, la sua altezza lo svantaggia nei cambi di direzione lenti come la doppia S finale qui all’Estoril) è sembrato decisamente più allegro e sereno che in altre occasioni. Le dichiarazioni sono prudenti e misurate come al solito, ma l’impressione è che Valentino sia decisamente fiducioso nelle sue possibilità per domani. La velocità massima della sua Yamaha resta inferiore a quelle di Honda e Ducati, ma evidentemente la progressione in rettilineo è decisamente migliorata. Le prestazioni di Tamada, Guintoli (incredibile, vista la gommatura) ed Edwards, al di là delle specifiche di motore delle loro moto, non fanno che ribadire lo stato di forma della Yamaha M1 qui sul tracciato portoghese.
In netta crisi (cosa che confermerebbe lo scarso stato di forma delle coperture Bridgestone) Suzuki e Kawasaki, che tanto nelle libere quanto nelle qualifiche non si sono praticamente mai fatte vedere davanti. Era davvero tanto che le due “piccole” non si dimostravano tanto poco competitive, quindi non è difficile, anche alla luce delle prestazioni Ducati e di quelle delle Honda Gresini, ipotizzare un problema dovuto alle gomme Bridgestone. Menzione d’onore per Melandri, che nonostante condizioni fisiche quantomeno precarie, ci ha messo il cuore e ha conquistato il titolo virtuale di secondo classificato con le gomme giapponesi.
I tempi:
|
1 |
|
1 |
N.HAYDEN |
HONDA REPSOL |
1'36"301 |
|
|
2 |
|
27 |
C.STONER |
DUCATI |
1'36"341 |
+ 0"040 |
|
3 |
|
46 |
V.ROSSI |
YAMAHA FIAT |
1'36"576 |
+ 0"275 |
|
4 |
|
6 |
M.TAMADA |
YAMAHA TECH 3 |
1'36"736 |
+ 0"435 |
|
5 |
|
26 |
D.PEDROSA |
HONDA REPSOL |
1'36"829 |
+ 0"528 |
|
6 |
|
5 |
C.EDWARDS |
YAMAHA FIAT |
1'36"904 |
+ 0"603 |
|
7 |
|
33 |
M.MELANDRI |
HONDA GRESINI |
1'37"157 |
+ 0"856 |
|
8 |
|
50 |
S.GUINTOLI |
YAMAHA TECH 3 |
1'37"189 |
+ 0"888 |
|
9 |
|
24 |
T.ELIAS |
HONDA GRESINI |
1'37"246 |
+ 0"945 |
|
10 |
|
21 |
J.HOPKINS |
SUZUKI |
1'37"280 |
+ 0"979 |
|
11 |
|
7 |
C.CHECA |
HONDA LCR |
1'37"296 |
+ 0"995 |
|
12 |
|
71 |
C.VERMEULEN |
SUZUKI |
1'37"365 |
+ 1"064 |
|
13 |
|
56 |
S.NAKANO |
HONDA KONICA MINOLTA |
1'37"530 |
+ 1"229 |
|
14 |
|
4 |
A.BARROS |
DUCATI PRAMAC D'ANTIN |
1'37"550 |
+ 1"249 |
|
15 |
|
65 |
L.CAPIROSSI |
DUCATI |
1'37"733 |
+ 1"432 |
|
16 |
|
13 |
A.WEST |
KAWASAKI |
1'37"885 |
+ 1"584 |
|
17 |
|
66 |
A.HOFMANN |
DUCATI PRAMAC D'ANTIN |
1'37"959 |
+ 1"658 |
|
18 |
|
14 |
R.DE PUNIET |
KAWASAKI |
1'38"271 |
+ 1"970 |
|
19 |
|
80 |
K.ROBERTS |
KR TEAM ROBERTS |
1'39"017 |
+ 2"716 |